«Govoni e Nanni non sapevano dello scambio con altre banche»
Erano chiamati in causa come responsabili di Carife Sei e Banca Romagna: non sono emerse prove del loro coinvolgimento
Le operazioni di scambio di azioni tra Carife e le banche esterne, in parte vennero congegnate con la triangolazione di Carife Sei e Banca di credito di Romagna: per questo motivo i dirigenti di queste due consociate Carife erano imputati per concorso in bancarotta: ieri la procura ha chiesto l’assoluzione per i degli ex dirigenti di Carife Sei, Paolo Govoni (oggi presiede la Camera di Commercio) e Teodorico Nanni per Banca Romagna.
prova non raggiunta
Una assoluzione per la vecchia insufficienza di prove, perché non è stata raggiunta la prova nel processo che i due dirigenti sapessero degli accordi tra la banca madre e le “sue” banche amiche. Anzi, come ribadito dall’accusa, fu Carife a imporre a Carife Sei e Banca Romagna questa operazione illecita: la dirigenza Carife alle perplessità dei cda dei due enti che chiesero addirittura una lettera formale sull’operazione, ribadiva, glissando «è un investimento, nulla più». Addirittura fu Carife stessa a fornire risorse, 15 milioni) che dalle Casse Carife furono fatti transitare su Carife Sei e Banca Romagna. Paolo Govoni, raggiunto nella serata di ieri, ha preferito non commentare (questa rammentiamo è la richiesta che dovrà essere confermata dal tribunale). Del resto non lo ha mai fatto, a onor di cronaca, in ogni fase di questa vicenda, per rispetto della giustizia. Lo fa in sua vece, il legale, il professor Filippo Sgubbi che assiste anche Tedorico Nanni. «Posso dire che siamo in attesa della decisione dei giudici e che comunque abbiamo apprezzato molto il rigore e la precisione con cui i pm hanno esposto le loro conclusioni, in riferimento ai miei assistiti: i magistrati sono stati dettagliati ed estremamente legati a risultanze dibattimentali, nella richiesta di assoluzione: noi discuteremo le posizioni dei miei assistiti il prossimo 25 gennaio, in quella sede ribadiremo la nostra posizione». Del resto, il principio di valutazione della procura nel selezionare le posizioni degli imputati, adottato in questo processo, è stato ribadito ieri dagli stessi pm Longhi e Cavallo: «abbiamo evitato un carrozzone di imputati». Da qui la selezione fatta in indagini preliminari dagli oltre 50 indagati ridotti a 12.
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