La povertà dentro Ferrara «Meno famiglie in difficoltà»
Il Comune e le associazioni ferraresi: noi insieme per aiutare chi ha bisogno Il sindaco: un vanto questa collaborazione. Il vescovo: condividere le risorse
Pubblico e privato, insieme, contro la povertà. Perché la povertà esiste «è un dato vero – sottolinea il sindaco Tiziano Tagliani –, è un problema di economico e sociale e la collaborazione del Comune con le associazioni è sempre stata un vanto per Ferrara, oltre che una grande esigenza».
Buoni risultati in città
E così, in questi anni, con un'azione coordinata tra il sistema pubblico e le tante associazioni ferraresi che supportano situazioni di disagio «siamo riusciti - ribadisce il sindaco - in questi anni a difendere tante realtà nonostante la crisi economica con meno risorse e una percezione, della società, di assenza di protezione».
L’occasione per fare il punto su cosa si sta facendo in città è stato l'incontro tenuto ieri su «Povertà a Ferrara: Intendiamoci» che ha messo a confronto esperienze e progetti. Che debbono avere impulso a carattere locale, non nazionale: «le politiche sociali sono degli enti locali, non è pensabile un accentramento - ha sottolineato il sindaco Tagliani -, solo chi è vicino al disagio, può offrire risposte e la nostra città lotta per chi ha bisogno». Non può che essere concorde il vescovo Gian Carlo Perego: «I poveri esistono realmente sul territorio, occorre capire che si tratta di una realtà nazionale cui rispondere con la condivisione delle risorse». L'incontro è stato l'occasione per riflettere sui dati emersi da "Coraggio Alzati", rapporto regionale sulle povertà 2017-2018: in Italia la povertà assoluta è aumentata del 182% in dieci anni, con 5 milioni di poveri. L'Emilia Romagna, con un 3,3% di povertà «è privilegiata – ha spiegato Sauro Bandi, di Caritas – La situazione è più positiva, ci sono misure che funzionano, ma per questo la sacca di povertà è ancora più intollerabile».
Dati confortanti anche per Ferrara: l'indagine statistica del Comune sulle famiglie ferraresi ha fatto registrare, nel 2018, un miglioramento delle condizioni economiche. «L'anno appena trascorso ha visto crescere la quota di famiglie risparmiatrici – spiega Caterina Malucelli, ufficio statistica comunale – Quelle che invece presentano gravi difficoltà ad arrivare a fine mese, sono il 5,6% e sono in diminuzione».
A galla il sommerso
Fra le famiglie più in difficoltà, quelle con almeno un minore, almeno uno straniero e composte da anziani che vivono soli. In calo anche le famiglie che hanno incontrato difficoltà in alcuni acquisti: spese mediche (20,5%), tasse (13,4%), vestiti (13%), trasporti (8,2%). Al di sotto del reddito medio pro-capite ferrarese (1140 euro) si colloca, poi, il 6,7% delle famiglie, in calo rispetto agli anni precedenti. Merito delle misure regionali e nazionali (Res e Rei) descritte da Chiara Pollini e Antonella Parisi (assistenti sociali di Asp): «Interventi che hanno portato a galla il sommerso, in termini di povertà, ma che devono essere migliorati». «Come Comune siamo impegnati a ridurre la povertà», l’impegno dell'assessore sanità Chiara Sapigni. —
Giovanna Corrieri
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
