La scomparsa del presidente del tribunale «Rosaria Savastano era il giudice gentile»
Il ricordo della città, dal sindaco Tagliani ai colleghi commossi: «Donna straordinaria, fondamentale, persona meravigliosa»
Una delle colleghe ne parla con gli occhi lucidi, senza poi riuscire a trattenere le lacrime: «Era una persona di generosità, gentilezza e disponibilità infinite, fondamentale per il nostro tribunale, come persona e giudice». Commozione e vicinanza e non può che essere così, perché Rosaria Savastano non era solo la presidente del tribunale di Ferrara, per tutti magistrati era una di famiglia. Del resto, per lei il tribunale era come fosse casa sua, tanto che i colleghi ricordano che per Natale, a sue spese, organizzava un ricevimento per chiamare magistrati, personale, procuratori, come in famiglia.
Ferrarese da 40 anni
In città ha sempre abitato, nonostante nella carriera di 40 anni in magistratura avesse girato per l’Emilia Romagna: a Ferrara aveva studiato giurisprudenza, fatto l’uditore e iniziato a muovere i primi passi nelle aule di giustizia con la toga addosso. E qui era sempre rimasta ad abitare. Da alcuni mesi, si era dimessa dal ruolo di presidente assunto nell’ottobre 2016, per gravi motivi di salute, per una malattia che l’ha portata a spegnersi nelle prime ore di ieri. Una notizia che ha fatto il giro della città.
«Era una donna straordinaria, competente, preparata e gentile, molto corretta sotto il profilo professionale - dice il sindaco Tiziano Tagliani - : abbiamo collaborato per il processo Carife, per la sede al Centro Quadrifoglio e c’è sempre stata una grande sintonia, come sindaco e avvocato». Un altro avvocato, uno dei decani, Dario Bolognesi: «Che dispiacere! Era una persona meravigliosa come forma, sostanza, modi e senso profondo e un importantissimo giudice. Farò di tutto per esserci ai funerali».
Martedì i funerali
Fissati per martedì prossimo, alle 15.45, nella chiesa del Gesù in via Borgoleoni: a fianco della sua “casa”, il tribunale, e poco lontano da dove abitava con il marito.
«Nonostante il brevissimo periodo in cui siamo stati insieme al lavoro c’è stata intesa su tutto - rammenta il procuratore capo Andrea Garau -. È bastato quel poco per apprezzarla». Gli fa eco il pm Stefano Longhi, che aveva lavorato con la Savastano per reperire la sede del processo Carife: «è una perdita che ci fa soffrire molto».
Una perdita per la città
Anche Alberto Bova, la ricorda «come una persona perbene: dal punto vista umano e di preparazione, una grande perdita per i magistrati e per la città». E per l’avvocatura. Per Piero Giubelli, presidente Ordine avvocati, era «giudice stimato, apprezzato e scrupoloso nelle decisioni». Vicinanza anche da Alessandra Palma, presidente Camera penale: «Negli incontri avuti era sempre cordiale, dialogante: alla famiglia va il nostro cordoglio». —
Daniele Predieri
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