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«Palazzo dei Diamanti non è in pericolo» Firme pro-progetto

S.C.
«Palazzo dei Diamanti non è in pericolo» Firme pro-progetto

La contro-petizione di Labics supera quella di Sgarbi Tesi di base: si costruirà una struttura leggera e reversibile

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È “guerra” di petizioni sul progetto di copertura della passerella esterna del percorso museale di Palazzo dei Diamanti. Il terreno è la piattaforma online Change.org sulla quale ieri mattina è stata postata una petizione promossa dallo studio Labics, i progettisti finiti nel mirino di Vittorio Sgarbi, indirizzata al ministro Alberto Bonisoli, dal titolo “Palazzo dei Diamanti non è in pericolo!” che ha subito fatto incetta di firme. Per risposta Sgarbi ha rilanciato la sua petizione, che ha inizialmente raccolto firme nel mondo della cultura e della politica nazionale.

struttura leggera

«È in atto una insensata campagna diffamatoria, priva di fondamenti, nata solo per screditare un progetto, un concorso, una pubblica amministrazione» è l’incipit della petizione, che descrive così la nuova edificazione: «Una struttura leggera completamente trasparente e reversibile che si distanzia dall’edificio esistente restituendo trasparenza e la continuità della vista del giardino dalla corte principale del palazzo». L’iniziativa di Sgarbi è «di retroguardia che mira a bloccare un'iniziativa che al contrario migliorerebbe un sito museale le cui mostre sono apprezzate in tutto il mondo»; va bloccata, conclude la petizione, per ragioni di «rispetto» (per tutti coloro che hanno lavorato attorno ai progetti); di «educazione» (non si boccia senza argomentazioni); e di «cultura» (come riconoscimento della modernità).

rincorsa e sorpasso

A firmare sono stati subito gli esponenti politici Pd e legati all’amministrazione, la petizione ha comunque preso subito una discreta velocità tanto da superare quella rilanciata da Sgarbi. Alle 19 di ieri la situazione era questa: 2.878 pro-progetto e 1.616 contro. Bisogna vedere se sarà questo il terreno scelto dai contendenti per misurare il consenso, e se quindi verranno lanciate campagne incrociate per le firme.

In attesa delle mosse della Soprintendenza. —

S.C.

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