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Bonifica per lo zuccherificio, il Parco dice sì al progetto

Annarita Bova
Bonifica per lo zuccherificio, il Parco dice sì al progetto

Sipro vuole procedere con la rinaturalizzazione delle vasche di decantazione. Interventi di miglioramento dell’assetto naturalistico e creazione di una garzaia 

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. L’ex zuccherificio di Comacchio torna in qualche modo a vivere. O meglio, quello che resta potrebbe in qualche modo diventare una sorte di oasi naturalistica nella delicata zona di Pre Parco. Ed è proprio il Parco del Delta a dare il nullaosta a Sipro per la rinaturalizzazione delle vasche di decantazione. Sipro ha presentato le richieste agli organi preposti ed essendo conformi hanno portato avanti tutte le pratiche del caso, anche se qualcuno storce il naso. Il motivo? Il dito è puntato su quello che andrà a finire nelle vasche.

In sostanza Sipro chiede di riportare della terra da bonificarsi per alzare il livello di campagna e per eliminare le vascone dello zuccherificio, ricostruendo così il paesaggio originario e creando zone umide per favorire la nidificazione e l’avifauna. Cosa andrà dunque nei terreni in questione? Il materiale, così come si legge nel progetto, deriva da impianti di trattamento certificati su cui vagono naturalmente fatte le analisi dagli enti preposti. Nello specificio il materiale utilizzato per la realizzazione delle isole deriva dalla lavorazione di terreni contaminati da sostanze biodegradabili effettuata nell’impianto di trattamento nella sede di Petrolchimica ad Ostellato.

La zona in cui si trova l’ex zuccherificio è di Pre Parco e quindi soggetta ad una serie di vincoli importanti. In generale l’asporto di materiali e l’alterazione del profilo del terreno, è vietata salvo che per le attività direttamente finalizzate alla tutela dell’ambiente (interventi di rinaturalizzazione e di miglioramento dell’assetto naturalistico, di valorizzazione ambientale e paesistica, ecc.); di miglioramento dell’assetto naturalistico, di valorizzazione ambientale e paesistica, ecc.) e di interventi di eradicazione di specie alloctone dannose, promossi direttamente dall’Ente Parco. E a quanto pare Sipro procederà proprio in questa direzione tanto che il Parco con firma del direttore Maria Pia Pagliarusco ha dato il via libera perché «il presupposto essenziale per la fattibilità è che le attività proposte non si configurino quali attività di deposito, smaltimento o recupero di rifiuti, si ritiene che la documentazione fornita sia sufficiente a certificare che il materiale definito come terreno di recupero da Biopile non debba essere qualificato come rifiuto, bensì come “materia prima seconda».

Le opere sono state così pianificate da Sipro: realizzazione arginature delle due isole ed escavo canale perimetrale. Quindi prenderà inizio il riempimento dell’area a Garzaia e lo sbancamento di parte degli argini esistenti che impediscono la circolazione delle acque. Di seguito l’allagamento delle vasche e la piantumazione dell’area Garzaia con utilizzo di cinque diverse specie arboree, con diverse caratteristiche in modo da realizzare un profilo dell’area ad altezza variabile. L’acqua che verrà immessa nelle vasche dell’ex zuccherificio al fine di creare le zone umide auspicate dalla normativa tecnica di attuazione del Piano di Stazione, deriverà dal canale adduttore Isola. —




 

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