Terre del Reno, infrastrutture per recuperare posti di lavoro
Il sindaco: il caso Calor dopo crisi e sisma. Il Comune impegnato, ma per il rilancio serve la Cispadana
SANT’AGOSTINO. Prima la crisi, poi il terremoto. E i negozi e le aziende artigiane che chiudono o riducono gli organici. Ora il “colpo” della Lamborghini Calor, a rischio chiusura se il gruppo Ferroli, proprietario dello stabilimento non riuscirà a vendere la fabbrica. In questo panorama sono centinaia i posti di lavoro persi negli ultimi dieci anni sul territorio di Terre del Reno, uno tra i poli trainanti dell’economia ferrarese.
Una situazione che ha ben presente il sindaco Roberto Lodi («e per fortuna che ci sono aziende come le Ceramiche e Poppi che funzionano»), che non nasconde quelle che sono le problematiche di un ente locale nel cercare di sostenere il lavoro. Così come Lodi non nasconde quello che ritiene un importante tassello per rilanciare il territorio: le infrastrutture, a iniziare dalla Cispadana: «In questi anni - spiega Lodi - abbiamo avuto imprenditori che si sono interessati per eventuali insediamenti sul nostro territorio. Ma una volta presa visione della situazione dei collegamenti, hanno rinunciato. Qui siamo isolati dai collegamenti veloci. E va fatta la Cispadana, che sia autostrada o strada a scorrimento veloce non importa. Purché sia realizzata. I nostri imprenditori sono eroici, vista anche la situazione problematica delle strade provinciali ».
Il sostegno
Per quanto riguarda l’impegno dell’ente, Lodi ribadisce le difficoltà che un qualsiasi municipio incontra, ma non per questo si arrende: «Abbiamo aderito al bando della Camera di Commercio per le imprese e abbiamo avuto un notevole riscontro, così abbiamo deciso di rifinanziarlo per sostenere le nostre aziende. Così come stiamo ragionando su un bando per il piccolo commercio, per vedere se è possibile recuperare quei negozi pre terremoto. E per Dosso pensiamo che creare il mercato sia importante per dare un servizio al paese».
fabbrica a rischio
Poi la vicenda Lamborghini Calor, esplosa in questi giorni: «Auspicavamo un finale migliore. Piena solidarietà ai lavoratori e non ci tireremo indietro, così come sta facendo la Regione. Ora contatteremo tutti i politici di riferimento, a tutti i livelli e di tutti gli schieramenti per sensibilizzarli su quanto sta accadendo».
Intanto oggi è in programma l’assemblea dei 43 dipendenti dello stabilimento di Dosso: «Illustreremo la situazione - spiega Samuele Lodi, segretario provinciale della Fiom Cgil - e quanto accaduto giovedì a Roma. E chiederemo un incontro con l’amministratore delegato di Ferroli: a Dosso abbiamo sinora visto sempre tagli, nonostante gli impegni presi dal gruppo. Qui vanno garantiti l’occupazione e la tutela di un sito produttivo storico». —
Al. Vin.
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