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Comacchio da sogno per i fenicotteri rosa È la casa preferita in tutto l’Alto Adriatico

Katia Romagnoli
Comacchio da sogno per i fenicotteri rosa È la casa preferita in tutto l’Alto Adriatico

In salina la maggiore concentrazione della specie secondo il censimento dei volatili effettuato da Cervia a Grado 

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il caso

Primato per la salina di Comacchio che, dopo il singolare censimento svoltosi in simultanea da Cervia alla laguna di Grado, ha rivelato di essere la dimora privilegiata dai fenicotteri rosa, registrando anche la densità maggiore per ettaro (7,39 individui per ettaro rispetto ai 2,41 di Valle Scorticata o a 0,49 di Valle Bertuzzi).

Sono stati divulgati in questi giorni i dati relativi al censimento al volatile dall'inconfondibile piumaggio rosa, effettuato in dicembre dall'Asoer, l’Associazione ornitologi dell'Emilia Romagna su commissione dell'Ente di gestione per i parchi e le biodiversità Delta del Po.

IL CONTEGGIO

Le 10 squadre di rilevatori dislocate in Emilia Romagna nella data prescelta hanno contato contemporaneamente i fenicotteri presenti nelle aree contigue, in modo tale da evitare doppi o mancati conteggi. «Sono stati contati 6.548 fenicotteri nel territorio emiliano romagnolo - spiega Roberto Tinarelli, presidente dell'Asoer -, 3.412 dei quali nella provincia di Ferrara, ma il dato più alto si è registrato nella salina di Comacchio. Lo scopo del censimento è fornire dati necessari a studi futuri, per valutare ad esempio la dimensione raggiunta dalla popolazione dei fenicotteri, gli ambienti frequentati e lo stato di salute»"

Trattandosi di un volatile vistoso, l'operazione di conteggio è agevolata rispetto ad altri censimenti, come può essere quello avviato oggi in tutto il mondo e che sta interessando le specie acquatiche svernanti. Le squadre di rilevatori dell'Asoer sono impegnate anche in questa ulteriore attività di conteggio, che prende il via dalla Sacca di Goro e da Valle Bertuzzi.

LE COLONIE

Tra i primi elementi emersi dal censimento dei fenicotteri, le colonie si concentrano nelle aree non disturbate dall'attività venatoria e in zone iper salate o salmastre, avendo cura di evitare invece l'acqua dolce o quella soggetta a maree.

«In alcune zone, anche nel Parco del Delta - prosegue Tinarelli - sono stati visti fenicotteri con un'ala ferita. Sono animali condannati a restare lì per sempre, non potendo volare. I loro principali nemici sono i cavi delle linee elettriche sui quali vanno a sbattere in volo nelle giornate di nebbia o i pallini do piombo delle cartucce, che talvolta ingeriscono. Ne bastano due o tre per far morire in due mesi un fenicottero».

gli spostamenti

Il censimento è basato sulla stima del rapporto tra esemplari maturi e adulti, alcuni dei quali erano stati inanellati in passato e hanno potuto fornire dati ulteriori sui loro spostamenti, attraverso i trasmettitori satellitari. Un fenicottero partito dal Comacchiesecon un volo di alcune ore è arrivato fino a Tunisi e ha fatto ritorno in salina. —

Katia Romagnoli

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