«Gigi era una bella persona e portava con sé l’allegria»
Poggio Renatico, paese stretto nel dolore per la morte dello storico negoziante Il ricordo della figlia: mio padre sempre di buon umore, gli volevano tutti bene
«Mio padre era un burlone e la sua allegria era contagiosa; ovunque andasse portava il buon umore». Sono le prime parole che riesce a pronunciare Cosetta Rimondi, figlia di Luigi, l’anziano che lunedì pomeriggio è deceduto a seguito di un incidente stradale avvenuto in via XX Settembre a Poggio Renatico a pochi metri da casa.
«Tutti i giorni usciva in bici o a piedi, aveva 81 anni ma stava molto attento alla forma fisica, ci teneva. C’eravamo sentiti al telefono poco prima di questa tragedia e - ricorda la donna - mi aveva detto che aveva fatto 12 chilometri. Era di buon umore poi, poco dopo, ho sentito le sirene». Non ce la fa Cosetta ad andare avanti, il dolore è troppo. Le amiche si stringono attorno a lei nel soggiorno di casa, la cagnolina a cui Luigi era affezionato gira di qua e di là, le foto dei nipoti alle pareti «viveva per loro» e un dolore incalcolabile con cui, all’improvviso, fare i conti. Non è solo la famiglia a piangere la scomparsa di Gigi, ma è un intero paese. Al bar Centrale, dove l’81enne si recava quotidianamente ma, come precisano alcuni, solo di passaggio: «Non era tipo da passare le ore seduto». In tanti lo ricordano come una persona bravissima, corretta e gentile.
voci dal paese
Per anni Rimondi aveva avuto un negozio di biciclette in centro a Poggio Renatico e, sempre in piazza, la moglie gestiva l’edicola. «Era in pensione da parecchi anni ormai però - raccontano gli amici - si è sempre tenuto occupato, soprattutto con il volontariato». A Giovanni Piana si illuminano ancora gli occhi quando parla di Gigi: «Ero il suo ragazzo di bottega a fine anni Settanta e quelli della mia generazione sono passati tutti dal suo negozio. Le prime bici e i primi motorini li abbiamo presi da lui, ricordo ancora l’insegna: “Gigi ciclomotori”». «Io ho comprato la mia prima Vespa da lui», aggiunge un uomo mentre raggiunge gli altri nella saletta del Centrale. Anche Davide, il barista, è scosso. «Passava tutti i giorni per il caffè, era un uomo buono, una bella persona. Quando ieri (lunedì per chi legge, ndr) poco dopo l’incidente un cliente mi ha detto che era morto ci sono rimasto davvero male; ancora fatico a crederci».
lo schianto
L’incidente è avvenuto lunedì poco prima delle 16. Rimondi era in sella alla sua bicicletta quando è stato investito da una Fiat Punto. Alla guida dell’auto c’era un settantenne che alla polizia municipale dell’Alto Ferrarese ha detto di non essersi accorto del ciclista fino al momento dell’impatto. Forse all’origine della tragedia un colpo di sole negli occhi. Una frazione di secondo che però ha cambiato per sempre il corso delle cose. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
