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«Ministro, che trasparenza Incontra il sindaco di Sutri e non quello di Ferrara»

Tagliani scrive a Bonisoli: lei ha già deciso? 

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la polemica

Non l’ha certo mandata a dire Tiziano Tagliani: la mancata convocazione del ministro Alberto Bonisoli, lo stesso al quale Vittorio Sgarbi attribuisce una posizione «irremovibile» su casi del genere, l’ha mandato su tutte le furie, e dal tono della lettera inviata ieri al Mibac si comprende bene. Il sindaco di Ferrara si contrappone «al mio collega sindaco di Sutri», Sgarbi appunto: «Io le ho scritto giorno fa chiedendole cortesemente un incontro sul tema del progetto», peraltro senza ottenere «neppure un misero riscontro», mentre invece «leggo che Sgarbi ha già avuto modo di parlarle e ha raccontato alla stampa che lei ha già bocciato il progetto, dando disposizioni in tal senso». Tagliani richiama il «Codice dei beni culturali quanto l’ordinaria consuetudine», che attribuiscono al soprintendente il potere decisionale: «Alla faccia della trasparenza, signor Ministro» è la considerazione del sindaco, con tanto di punto esclamativo.

Tagliani, nel merito, ricorda che due anni fa il progetto è stato messo a bando «di concerto con la Soprintendenza», con queste caratteristiche: «Gara internazionale, commissione di aggiudicazione qualificata, illustrazione pubblica degli esiti del concorso, nessun ricorso, convegno universitario sui risultati progettuali». Due anni dove tutto è filato liscio, «poi, improvvisamente, la svolta: dopo il diniego alla Fondazione Cavallini Sgarbi per una terza proroga della loro mostra in Castello Estense - scrive il sindaco - scoppia il putiferio, si evoca lo scempio, Dante che si rivolta nella tomba, Albano Carrisi, D’Alema, Luca Lotti, Nardella e Leoluca Orlando che “firmano” qualcosa che non conoscono e ora il Ministro che incontra il sindaco di Sutri e non quello di Ferrara. Mi chiedo da sindaco: chi pagherà i danni di questo voltafaccia? Siamo sicuri che questo diniego pubblicamente preannunciato da Sgarbi resista ad una verifica in ordine alle interferenze e pressioni extra procedurali che sono state esercitate e che sono documentate una per una?».

Tagliani si dichiara disponibile a discutere, «dentro le procedure e con organi competenti, fornendo puntualmente le tante argomentazioni, tecniche e culturali, a sostegno del progetto. Io aspetto. Non rappresento lobby, non possiedo giornali e case editrici, sono solo il sindaco di Ferrara, ma questo deve bastare perché Ferrara, almeno per ora, non ha patroni». —

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