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elezioni amministrative 

Il Pd: a destra candidato unico Serve una sintesi tra i civici

S.C.
Il Pd: a destra candidato unico Serve una sintesi tra i civici

La segretaria Baraldi: a quadro completo si verificherà l’idea di un progetto unico Al lavoro quattro gruppi per il programma. Alleanza con Mdp, Si, Psi e Radicali

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Il suo appello ad esponenti della società civile affinché s’impegnassero nella corsa a sindaco 2019, con il Pd disposto a non presentare sui candidati, ha avuto successo. «Perfino troppo? Diciamo che il nostro sforzo ha dato i risultati che ci si attendeva ed ora è il momento di fare sintesi» dice Ilaria Baraldi, segretaria comunale dem, che a dicembre ottenne il clamoroso «passo di lato» dalla Direzione comunale del partito. Da allora sono usciti allo scoperto, in area non ascrivibile al centro destra, l’assessore comunale Roberta Fusari, dem senza tessera e sostenuta dai Radicali; il colonnello della Finanza, Fulvio Bernabei; Piero Giubelli, presidente dell’Ordine degli avvocati; e l’altro avvocato Giorgio Ferroni, che si presenterà sabato a Palazzo Racchetta.

Si attende almeno un altro civico, il candidato di Ferrara concreta (Alberto Bova è il più gettonato), ma già si possono tirare le somme e capire cosa intende fare il Pd.

fare sintesi

Par di capire che l’idea di trasformare il primo turno elettorale nelle “primarie” del centro sinistra, per poi sostenere il candidato in ballottaggio, sfumi di fronte al concreto rischio di parcellizzazione dei voti che possa favorire anche il M5s oltre alla Lega. «Di fronte ad un centro destra che si prepara a convergere su di un candidato unico, è chiaro che da parte nostra c’è l’esigenza di verificare la possibilità di una sola candidatura a sindaco - è il ragionamento di Baraldi - Ho già incontrato informalmente Bernabei e Giubelli, conosco Ferroni e ovviamente Fusari: attendiamo che il quadro si completi, ma bisogna cominciare a verificare la disponibilità di questi civici anzitutto a riconoscersi in un’area di centro sinistra, e poi, appunto, di collaborare ad un progetto unitario». La scelta dovrà essere orientata dai sondaggi e basata su chi dimostra di avere più possibilità di vittoria? «Questa è una condizione fondamentale, ovviamente, ma un candidato sindaco vincente deve dimostrare di saper costruire una squadra e un progetto coerente - è la puntualizzazione di Baraldi - Sondaggi? La cosa migliore è attendere che vi siano tutti, diciamo fine gennaio-metà febbraio».

scegli ferrara

Nel frattempo il Pd sta mettendo a punto i primi punti programmatici, seguendo il lead Scegli Ferrara. Sono stati formati quattro gruppi di lavoro su argomenti variegati: città autonoma e attrattiva, che corrisponde a economia e lavoro; la città e il suo territorio (urbanistica e periferie); la città della conoscenza (cultura e Unife); città delle persone e delle relazioni (welfare, sport, sanità). «Questi primi punti sono elaborati internamente al partito, con la collaborazione di stakeholders - spiega la segretaria comunale - Questi elaborati saranno oggetto di confronto con i partiti della possibile coalizione e i soggetti della società civile».

Al proposito, Baraldi comincia a delineare il perimetro della coalizione, almeno per quanto riguarda i partiti: «Il dialogo è iniziato e continuerà con Mdp, Sinistra italiana, socialisti e radicali. Questi ultimi hanno espresso una netta preferenza per la candidatura di Fusari, bisogna vedere quale grado di flessibilità dimostreranno in proposito» è la sua considerazione.

Resta in sospeso la posizione di Ferrara concreta, che ha appena formalizzato l’ingresso nell’Italia in Comune di Pizzarotti, che non ha parlato di «terzietà» dal punto di vista politico. —

S.C.

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