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la decisione 

Il Rivellino chiude i battenti «Tante difficoltà economiche»

D.B.
Il Rivellino chiude i battenti «Tante difficoltà economiche»

La maggioranza dell’assemblea ha votato la chiusura della galleria artistica Qualche socio non ci sta e così è scoppiata una frattura interna all’associazione

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Il sasso è ormai stato lanciato, ma quale sarà l’esito finale a questo punto è difficile prevederlo. Al momento le certezze sono due: l’assemblea dei soci ha votato per la chiusura, ma una parte di questi sta facendo di tutto perché ciò non avvenga. Al centro c’è la storica galleria cittadina Il Rivellino di via Baruffaldi, spazio espositivo dell’altrettanto storico Club Amici dell’arte. Le difficoltà (alla fine economiche) di gestione dello spazio hanno creato una divisione interna all’associazione, al punto tale che da una parte il presidente e la maggioranza del consiglio parla di galleria chiusa, ma dall’altra parte il segretario e altri appassionati lo vogliono impedire.

l’attività

Va fatta una doverosa premessa: il Club Amici dell’arte è nato nel 1976 con due obiettivi, divulgare l’arte nella galleria di via Baruffaldi e tenere corsi nell’accademia in piazzetta San Nicolò.

«Premesso questo - ci spiega il presidente dimissionario ma tuttora in carica Emidio De Stefano -, le decisioni della nostra associazione sono collettive, non di una singola persona. E noi lo scorso 10 gennaio abbiamo effettuato un’assemblea di soci, alla quale erano presenti fra soci, consiglieri e deleghe 35 persone su circa una novantina. E la decisione di chiudere la galleria, spostando la sede del Club da via Baruffaldi a piazzetta San Nicolò, è stata votata dalla maggioranza».

i problemi

De Stefano è presidente dal 2015, «e da subito c’erano problemi economici. Sopperiti inizialmente con proficue collaborazioni nelle esposizioni. Ma poi il calo dell’attività è stato evidente, tanto che ormai abbiamo solo mostre di soci e il calendario fino ad inizio estate prevede una sola mostra esterna. Questo significa che non riusciamo a pagare almeno le spese vive della galleria, tanto che attualmente abbiamo un debito non elevato per carità (circa 4.500 euro, ndr) ma per il quale non possiamo certo chiedere un sacrificio ai soci del nostro Club».

le soluzioni

Da qui l’assemblea dello scorso 10 gennaio nella quale è stato prospettato di separare i conti di galleria e accademia, oppure chiuderla del tutto trasferendo la sede. Sui 35 voti ben 31 hanno optato per questa seconda ipotesi. Ma il segretario Amaroli e parte dei soci assenti all’assemblea stanno cercando in tutti i modi di tenere aperta la galleria, per anni punto di riferimento per artisti locali e non. «Chi non era presente non credo possa parlare - ribadisce il presidente -, tanto è vero che abbiamo già iniziato le pratiche per disdire le utenze e questi sono i fatti. Il futuro? Da quando sono presidente (novembre 2015, ndr) auspico di creare uno spazio espositivo in piazzetta San Nicolò. Certo non dipende soltanto da noi, ma anche dal Comune, proprietario dello spazio». —

D.B.

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