Il rogo del poligono. Le parti civili chiedono la citazione del Viminale
Il sindaco, unico imputato, affronterà il processo. Gli avvocati: «Il ministero degli Interni deve risarcire»
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PORTOMAGGIORE. Prima udienza davanti al Gup ieri mattina (17 gennaio) in Tribunale a Ferrara per il sindaco di Portomaggiore Nicola Minarelli, rimasto l’unico imputato per la tragedia del Poligono di Portomaggiore nella quale morirono, il 10 gennaio 2016, tre persone nel rogo scoppiato all’interno della struttura.
Gli avvocati dei familiari delle vittime, Alberto Balboni e Marcello Rambaldi hanno giocato la loro carta chiedendo che venga citato in giudizio per le responsabilità civili il ministero dell’Interno, una chiamata che è necessariamente rivolta al ministro in carica Matteo Salvini. L’appuntamento è per il 20 marzo.
L’udienza
Ieri mattina il sindaco Minarelli è arrivato in tribunale con il suo legale Fabio Anselmo. Minarelli è accusato di disastro e omicidio colposo per non aver controllato e vigilato sui permessi legati all’apertura del Poligono di tiro, risultato poi abusivo almeno in parte. Perché dunque il ministro Salvini? «Noi legali delle famiglie delle vittime, nello specifico di Lorenzo Chiccoli e Maurizio Neri (la famiglia della terza vittima Paolo Masieri ha deciso di non costituirsi parte civile, ndr) abbiamo chiesto che venga citato in giudizio il ministero dell’Interno - spiega l’avvocato Balboni - e questo perché il sindaco Minarelli è stato imputato in quanto soggetto titolare a concedere la licenza e di conseguenza ha operato come diramazione periferica del Ministero che a nostro parere dovrà essere a sua volta citato in giudizio». Una chiave di lettura che vede una staffetta di competenze tra Roma, la prefettura ferrarese e il sindaco.
La decisione
L’udienza di ieri mattina è durata circa 30 minuti e sono state ascoltate le parti civili. Il sindaco Minarelli era presente in aula e non ha dunque scelto di patteggiare preferendo affrontare il processo. Presenti, anche se appunto fuori dal procedimento fin dal principi, anche i familiari di Masieri che hanno voluto comunque ascoltare.
Nessun commento da parte del primo cittadino, che chiuso nel suo giubbotto e senza dire parola ha aspetto solo di entrare in aula e di affrontare la prima importante tappa di una vicenda che ha per lui, come per tutta la comunità, un peso enorme.
«Sono molto contento della richiesta del responsabile civile - dice l’avvocato difensore di Minarelli, Fabio Anselmo - è evidente che l’accusa è slalomistica nei confronti del primo cittadino, anello più debole di una catena di responsabilità e resto convinto che lui non ne abbia, per dirla tutta». E aggiunge, c’è un affanno a mettere le mani avanti, c’è una responsabilità civile senza ombra di dubbi ma alla fine non si sa chi debba risponderne. Noi siamo molto sereni». —
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