La Nuova Ferrara

Ferrara

Asl: i dati del 2018  

Sono state trentuno le aggressioni agli operatori sanitari

Marcello Pulidori

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Sono dati che fanno emergere una problematica reale quelli forniti dall’Asl di Ferrara. Casi di aggressioni di operatori sanitari, come segnalato dalla Nuova nei giorni scorsi. Nel 2016 dieci aggressioni verbali (area psichiatrica), 14 quelle fisiche (stessa area).

Numeri che calano un po’ nel 2017, ma che tornano prepotentemente a creare ansie nel 2018. Ventisette aggressioni verbali, sempre nell’area psichiatrica; 31 quelle fisiche. E poi 12 violenze verbali nell’area medica e ambulatoriale, e un’aggressione fisica al Pronto soccorso.

L’Asl non si fa trovare impreparata davanti ad un fenomeno che negli ultimi anni ha fatto registrare una preoccupante impennata di casi.

Pazienti infuriati, mancanza di rispetto nei confronti del personale sanitario, fino ad arrivare ad esplicite minacce, peraltro perseguibili penalmente, quando non a vere e proprie aggressioni fisiche. Accadimenti sui quali si potrebbe aprire un ampio dibattito, accadimenti figli (anche) di un progressivo imbarbarimento di molti rapporti che “regolano” la società in cui si vive.

Ma sarebbero temi che porterebbero, adesso, troppo lontano. Tanto preoccupante, il fenomeno, da indurre i vertici dell’Asl di Ferrara ad esporre una locandina negli ambienti di cura su cui si legge “Scegli il rispetto”, e dove viene ricordato che “la violenza non è mai accettabile”.

Sul piano dei dati, l’area maggiormente colpita dal fenomeno è rappresentata dal servizio psichiatrico ospedaliero di diagnosi e cure, per motivi che è facile intuire.

Per il 2019 l’Asl ha inoltre programmato un serie di incontri tesi ad addestrare gli operatori della sanità nel prevenire, gestire e monitorare fatti aggressivi, ovviamente a danno degli stessi operatori sanitari ferraresi.

«Tutto ciò - spiegano i vertici dell’ Asl in conclusione - dimostra la grande attenzione che l’Azienda rivolge oramai da anni al tema, e che gli interventi programmati di recente non rappresentano - conclude l’Asl - un’azione estemporanea ma s’inseriscono in un sistema di governo dei processi e delle relazioni». —





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