«Grandi mostre? Nel Quadrivio o ai Diamanti ma con il tunnel»
Direttore generale del ministero e sovrintendenza bocciano il padiglione “Labics”. Corridoio sotterraneo, niente passerella e riuso dei palazzi Prosperi e Bevilacqua
FERRARA. Palazzo dei Diamanti è intoccabile (o quasi). Una modifica che preveda un’addizione nel giardino al «complesso monumentale, considerato in sè e nei suoi rapporti spaziali e percettivi come storicamente sedimentato», viene esclusa dal direttore generale dei Beni culturali, Gino Famiglietti. Se l’amministrazione comunale desidera ampliare gli spazi destinati alle grandi mostre e realizzare un collegamento definitivo fra i diversi corpi del palazzo, oggi garantito da una passerella temporanea («non compatibile con il decoro del complesso», sottolinea Famiglietti), potrà farlo attraverso un «collegamento sotterraneo» mentre per reperire spazi supplementari potrà provvedere al restauro e riutilizzo di altri edifici del Quadrivio rossettiano, come Palazzo Prosperi Sacrati (attualmente in disuso) e la Caserma Bevicqua, oggi occupata da alcuni servizi della Polizia di Stato.
Queste considerazioni compaiono nel documento che «dispone che il Soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio (Cristina Ambrosini, che ha competenza sulle province di Bologna, Modena, Reggio Emilia e Ferrara, ndr) esprima parere negativo» sul progetto che ha vinto il concorso bandito due anni fa dal Comune di Ferrara redatto da Labics in associazione con 3TI Progetti, Vitruvio ed Elisabetta Fabbri che prevede la creazione di un padiglione trasparente nel giardino che si apre sul retro del palazzo.
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Gli Atti al fotofinish
Ieri, ultimo giorno utile per acquisire il parere della Sovrintendenza, l’ufficio ha comunicato la “bocciatura” del progetto a Palazzo municipale. Venerdì una delegazione comunale formata dal sindaco Tiziano Tagliani, dal capo di Gabinetto Giovanni Lenzerini e dall’architetto Natascia Frasson, aveva incontrato il ministro Alberto Bonisoli per difendere l’esito del concorso.
Tutte le osservazioni
Ieri la Sovrintendenza ha trasmesso la richiesta di ulteriore documentazione relativa alla «rifunzionalizzazione dell’edificio esistente» e ha formulato alcune «indicazioni correttive». Che non riguardano il padiglione ma altre strutture ridefinite dal progetto che prevede fra l’altro una nuova area attrezzata per le attività didattiche, una caffetteria con distesa all'aperto, un ampio bookshop con accesso su corso Ercole d’Este, oltre a nuovi depositi, servizi igienici e aree di sosta per visitatori e famiglie. «Su questi aspetti è possibile intervenire», commentava ieri il sindaco Tiziano Tagliani. La Sovrintendenza sancisce invece «l’incompatibilità della proposta progettuale» che Famiglietti definisce non reversibile perché richiede «adeguate fondazioni e struttura in cemento armato». Questa parte del progetto, determinerebbe, scrive Famiglietti, «un pregiudizio per la conservazione dell’immagine attuale (e consolidata) del monumento». Tagliani annuncia che «assieme all’architetto Frasson decideremo ora quali azioni intraprendere». —
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