Morta per l’influenza paziente di 62 anni
La donna, ricoverata a Cona, soffriva già di gravi patologie È il primo decesso della stagione attribuito alla malattia
L’insufficienza respiratoria acuta, indotta dall’influenza, si è sovrapposta a una serie di gravi patologie che avevano pesantemente minato la sua salute. Un quadro clinico che non ha lasciato scampo a una donna di 62 anni, di Ferrara, ricoverata da martedì scorso, 15 gennaio, all’ospedale Sant’Anna di Cona.
Per l’osservatorio epidemiologico locale è il primo caso di decesso per influenza della stagione, provocato dal virus A, sottotipo H1N1, già responsabile in passato dell’epidemia di influenza aviaria, della febbre suina e frequente ospite anche dell’uomo, di cui l’agente patogeno conserva frammenti di “memoria genetica”.
Da quanto si è appreso la salute della signora era già pesantemente compromessa da numerose e gravi patologie pregresse e concomitanti.
L’insufficienza respiratoria si è sovrapposta ad una situazione immunitaria che, fra l’altro, non consentiva la vaccinazione della paziente, che rientrava - a causa della sua fragilità - fra le persone a cui è raccomandata la somministrazione del vaccino.
nel 2017-2018 sei vittime
L’epidemia influenzale causa ogni anno un’ondata di decessi in Italia (negli anni da alcune decine ad alcune centinaia), compresa l’Emilia Romagna e Ferrara. Nella stagione 2017-2018 in regione sono stati rilevati 135 casi gravi e 48 decessi. A Ferrara i morti sono stati 6, un dato inferiore a Bologna (16), all’area della Romagna (11) e alla provincia di Piacenza (7). Nella stagione precedente i casi gravi, sempre in Emilia Romagna, sono stati circa la metà, 68: a Ferrara i decessi sono stati 4.
Annualmente la Regione e le Asl lanciano una campagna di vaccinazione un paio di mesi prima rispetto al periodo in cui in genere l’epidemia inizia a prendere consistenza, cioè tra la fine dell’anno e l’inizio di quello successivo. Anche quest’anno l’avvio della campagna è stato programmato a novembre e i primi risultati sono stati ritenuti incoraggianti.
L’Asl ha richiesto tutte le 83mila dosi di vaccino prenotate ma ha dovuto fare i conti, alcune settimane fa, con un’improvvisa carenza del vaccino tetravalente, che fornisce una copertura contro quattro ceppi del virus, poi superata.
Al momento non sono disponibili dati completi (il conferimento delle adesioni nel sistema “Sole” avviene con una certa lentezza) e quindi non è possibile sapere se le attese iniziali, che ipotizzavano un deciso aumento della copertura vaccinale della popolazione, hanno retto alla prova del tempo.
le adesioni al vaccino
Ciò che hanno registrato le statistiche è stato negli anni un calo consistente dell’adesione alla campagna di vaccinazione, anche da parte dei gruppi considerati a rischio. Durante la stagione precedente, nella provincia estense la percentuale di copertura della popolazione con età dai 65 anni in su è stata superiore di tre punti (56.8%) rispetto al dato della stagione 2014-2015 (53.6%). Ferrara è stata la provincia in Emilia Romagna con il maggior numero di vaccinati tra i gruppi a rischio. In leggera crescita, ma sempre molto basso, l’incidenza delle adesioni tra gli operatori sanitari (35.6% e 18.3%, rispettivamente per l’Asl e per il Sant’Anna nella stagione 2017-2018). —
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