La Nuova Ferrara

Ferrara

Omicidio Cenci, trent’anni a Eder È stata esclusa la premeditazione

Alessandra Mura
Omicidio Cenci, trent’anni a Eder È stata esclusa la premeditazione

Il papà della vittima: «Tragedia che poteva e doveva essere evitata. L’assassino di mio figlio deve essere assistito»

2 MINUTI DI LETTURA





«Il 2 luglio del 2017 è stato ucciso mio figlio Marcello. Oggi hanno condannato Eder. Una tragedia annunciata che doveva e poteva essere evitata».

Sono parole piene di dolore, ma anche di saggezza e umanità quelle che Mario Cenci pronuncia poco dopo la sentenza di condanna a 30 anni nei confronti di Eder Guidarelli, il giovane che un anno e mezzo fa, a Valencia, tolse la vita a suo figlio Marcello dopo mesi e mesi di persecuzioni e aggressioni violente.

non fu premeditato

Ergastolo, ovvero 30 anni di carcere con la riduzione della pena per il rito abbreviato, la condanna che avevano richiesto i pubblici ministeri Ciro Alberto Savino e Ombretta Volta. E 30 anni è la pena inflitta ieri dal giudice Carlo Negri, senza però riconoscere le aggravanti della premeditazione e della minorata difesa, ma applicando quella legata ai precedenti atti di stalking subiti dalla vittima.

Il gup ha anche stabilito una provvisionale di 150mila euro a ciascuna delle parti civili, i genitori di Marcello. La difesa (avvocati Eugenio Gallerani e Giacomo Forlani), si era opposta all’aggravante della premeditazione, asserendo che Guidarelli era andato a Valencia non con il proposito di uccidere, così come aveva chiesto, non accordata, l’attenuante della confessione, arrivata peraltro dopo aver respinto a lungo le accuse.

Non sono comunque gli aspetti tecnici, a interessare il papà di Marcello: «Eder è stato condannato a trent’anni, e spero che ora non resti da solo in questo periodo di detenzione, ma che venga assistito perché una volta fuori dal carcere non commetta più atti violenti».

«Tragedia evitabile»

Un’attenzione, e una prevenzione, che sono mancate prima che fosse troppo tardi, prosegue con amarezza: «Una tragedia annunciata – ribadisce – di cui sono responsabili anche tutti coloro che avrebbero dovuto aiutare Eder a essere inserito in modo corretto nella società. Così come ci sono responsabilità anche da parte degli organi di giustizia, perché dopo due anni di stalking, aggressioni e denunce hanno pensato di risolvere il problema con una semplice misura cautelare di allontanamento. Il risultato è stato che Eder è partito per Valencia, ha trucidato mio figlio per poi rientrare in Italia».

« Ora – conclude – vado al cimitero, a trovare Marcello, l’unica sola vittima di questa tragedia. E voglio ringraziare la stampa, per aver rispettato sempre il mio dolore, e soprattutto il nostro avvocato Valentina Bordonaro, che pur giovanissima è sempre stata all’altezza della situazione». —

Alessandra Mura

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google