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Ora il Pd pensa ad un proprio candidato Tornano in pista Modonesi e Zappaterra

Stefano Ciervo
Ora il Pd pensa ad un proprio candidato Tornano in pista Modonesi e Zappaterra

Elezioni comunali: la galleria dei civici rischia di perdere Bernabei e spunta la priorità di salvare seggi in caso di sconfitta 

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lo scenario

Una parte del Pd provinciale non è soddisfatto di quanto emerso fino ad oggi nel panorama dei potenziali candidati civici a sindaco di Ferrara, ed accarezza l’idea di una candidatura interna in grado di tenere alta la bandiera del partito. Ad uscire dallo scoperto è stato in queste ore il segretario regionale Paolo Calvano, che parla ormai apertamente di opportunità di affiancare ai civici un esponente del partito. Una clamorosa sconfessione della linea suggerita dalle assemblee di sezione, approvata quasi all’unanimità dall’assemblea comunale e portata avanti dalla segretaria comunale Ilaria Baraldi, come punto fermo dell’alleanza con Mdp, Si, Psi e Radicali. A questo punto possono tornare in scena nomi noti come Aldo Modonesi e Marcella Zappaterra.

Candidato in ritirata

Pare che la marcia indietro di Calvano, che avrebbe l’appoggio del sindaco Tiziano Tagliani, sia dovuto alle difficoltà incontrate dalla candidatura considerata “forte” dall’establishment Pd, tra i civici, cioè quella di Fulvio Bernabei. Il colonnello della Finanza è sul punto di gettare la spugna, sembra per motivi personali, aprendo scenari pieni d’incognite. Ci sarà tra Roberta Fusari, Piero Giubelli e Giorgio Ferroni, più il candidato di Ferrara concreta ancora non esplicitato (in pole c’è Alberto Bova), un leader in grado di fare sintesi e raccogliere sotto la propria ala i consensi degli ambienti della società civile mobilitatisi in questi mesi? Le perplessità di Calvano e Tagliani sono accentuate dal profilo a cavallo tra gli schieramenti di Giubelli, presidente dell’Ordine degli avvocati.

posti contesi

La corsa a sindaco di uno tra Modonesi e Zappaterra, tra l’altro, toglierebbe a Calvano un concorrente interno alle elezioni regionali di fine anno. Resta da capire se la mossa possa servire a rinvigorire le possibilità di vittoria del centro sinistra, oppure a garantire una riserva di posti al Pd nel prossimo Consiglio comunale, in caso di sconfitta anche al primo turno. In alcuni ambienti dem si guarda con particolare preoccupazione alla lista Maggi, alleata con la Lega, che godrebbe degli appoggi di ambienti vicini all’Ascom e viene addirittura vista come potenziale zattera per renziani sperimentatori di nuovi modelli di alleanza che guardano al centro.

Imbarazzi e rabbia

Scenari sui quali ieri è calato il silenzio dei vertici del partito, che rischia la lacerazione in apertura di campagna elettorale e l’allontanamento di quei mondi risvegliati proprio dal suo appello ai civici. Oggi parlerà Ferroni, Fusari lo ha già fatto ieri per ribadire lei va avanti, «difficile che il cambiamento possa venire da questo Pd», che «si sente già sconfitto. Ci sono 4 o 5 candidati civici pronti a mettersi in gioco e tra questi, davvero, non ce n’è uno che possa rappresentare anche i valori di quella parte importante degli elettori del Pd per vincere?». —

Stefano Ciervo

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