Reddito di cittadinanza in quattromila ci sperano
Sono migliaia le famiglie che si trovano al di sotto della soglia di povertà Cgil: la gente chiama da settimane, ma l’assegno non andrà a tutti i disoccupati
Reddito di cittadinanza, caos calmo. Nella sola Ferrara sono 4. 364 le famiglie che vivono al di sotto della soglia di povertà. «Potenzialmente – cerca di fare chiarezza Bruna Barberis (Cisl) – potrebbero essere quindi più di quattromila i beneficiari dell’assegno del Reddito di cittadinanza».
Il suo è molto probabilmente il dato più importante raccolto ieri, in attesa che anche altri enti (Inps, tra tutti) forniscano cifre ufficiali su coloro che potrebbero vedersi recapitare l’assegno di povertà nella buchetta di casa.
acronimo già famoso
Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto solamente da poche ore, ma quella che rischia di mandare già in tilt i centralini (soprattutto delle sedi sindacali) è una moltitudine di cittadini assetati di cifre, situazioni, normative. È così che sul Rdc, acronimo con i cromosomi giusti giusti per entrare nella storia di questo Paese, insomma sul Reddito di cittadinanza, la corsa a saperne di più, in ottica presentazione della richiesta del sussidio, ha le dimensioni di un fiume in piena.
i sindacati
Se n’è accorto Riccardo Grazzi (Cgil): «Il meccanismo è molto complesso (e già il fatto che ad affermarlo sia un sindacalista, la dice lunga sulla difficoltà della materia, ndr) – dice Grazzi –. A chi andrà? Non a tutti i disoccupati ferraresi – dice chiaro e tondo il sindacalista di piazza Verdi –. Nel mio piccolo campione di 20 disoccupati – prosegue –, nessuno, per vari motivi, mi pare abbia i requisiti, soprattutto per via del limite di reddito». Tra coloro che stanno assimilando le novità contenute nel decreto sussidi ci sono anche società che operano nel settore della fiscalità. Una di questa è Teorema, presidente Ennio Santolini: «Nei prossimi giorni interpelleremo anche l’Inps – dice Santolini – per conoscere in maniera analitica i dati che riguardano Ferrara e anche la sua provincia».
decisivo sarà l’Isee
Qualche altro rilevante numero, però, si può già azzardare: le dichiarazioni Isee (cioè lo strumento utilizzato per valutare la situazione economica dei soggetti che intendono fruire di prestazioni sociali agevolate) presentate all’Inps, a livello provinciale, per richiedere agevolazioni fiscali o sussidi, sono all’incirca 27mila. Di queste, quasi diecimila vengono gestite da Teorema. I (già famosi) paletti (Di Maio dixit) che il vicepremier a cinque stelle evoca ad ogni pie’sospinto, aiutano a comprendere il testo del decreto ed i suoi 27 corposi articoli. Come, ad esempio, il fatto che una persona che vive da sola avrà fino a 780 euro al mese di Reddito di cittadinanza. Sempre, ovviamente, che coesistano le condizioni fissate nel decreto. Uno dei requisiti fondamentali è proprio l’Isee di cui si scriveva in precedenza: per avere diritto all’assegno di povertà, al richiedente non basterà essere disoccupato. Dovrà anche certificare che il proprio Isee è inferiore ai 9. 360 euro l’anno.
furbetti, pene severe
Infine, attenzione. Soprattutto se qualcuno stesse covando trucchetti pur di ricevere il sussidio: chi dichiara il falso, rischia il carcere. Nei casi più gravi anche fino a 6 anni. –
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