Regolarizzato il gazebo Offerte per il dormitorio
Ieri mattina Don Domenico Bedin, presidente dell’associazione Viale K, era all’ufficio postale con un bollettino per mettere in regola il gazebo “abusivo” fatto sgomberare giovedì dal sagrato del Duomo dalla polizia locale. «Avevamo avuto l’autorizzazione della Curia, non sapevamo che fosse necessaria una richiesta di occupazione del suolo pubblico, e ho provveduto al versamento, come è giusto».
Rimesso in regola il gazebo, prosegue don Bedin, l’attività potrà proseguire. Sono gli stessi ospiti di Viale K a svolgere attività di volontariato per un’iniziativa che, precisa don Domenico, «non vuole sostituirsi alle guide turistiche ma fornire un servizio ai visitatori e ai cittadini che in questo periodo non possono ammirare la facciata del Duomo interessata da lavori di restauro. Con cartoline e fotografie i volontari danno la possibilità ai turisti “penalizzati” dai lavori di poter vedere la facciata della Cattedrale.
I volontari propongono anche piccoli gadget legati ai Duomo, come puzzle e altri souvenir, per un’operazione di autofinanziamento dell’associazione a libera offerta. Il ricavato servirà a realizzare migliorie e interventi di restauro a Villa Albertina, il dormitorio che Viale K gestisce in via Modena e che in questi giorni di freddo ha dato ospitalità a molti senzatetto. La scelta di impiegare come volontari persone assistite dall’associazione, sottolinea ancora don Bedin, dà all’iniziativa un valore aggiunto «perché ne valorizza il ruolo di responsabilità».
Quello di giovedì insomma è stato solo un incidente di percorso, subito risolto: «Pensavamo che fosse sufficiente il permesso rilasciato dalla Curia, poi ci hanno spiegato che il sagrato non è proprietà della Diocesi, ma suolo pubblico, e che occorreva mettersi in regola per l’occupazione. E così abbiamo provveduto».
Il gazebo era stato infatti segnalato alla polizia locale, che aveva fatto un controllo e invitato gli operatori a lasciare il sagrato del Duomo, senza elevare alcuna sanzione. —
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