Gli impianti termici sorvegliati speciali con il catasto regionale
Calore pulito, entro il 2019 obbligatoria la registrazione. Carta d’identità delle caldaie per scovare chi non fa i controlli
FERRARA. Giro di vite sugli impianti termici che entro la fine di quest’anno dovranno essere tutti registrati al Catasto regionale “Criter”. Una sorta di carta di identità” delle caldaie che, in questo modo, potranno essere tracciate per poter verificare l’avvenuta manutenzione.
Caccia ai furbetti. È in direzione di controlli più puntuali, mirati a individuare eventuali furbetti che, per evitare la spesa, evitano di provvedere al controllo funzionale annuale, e a quello biennale di efficienza energetica (i cosiddetti “fumi”). Il tutto nel segno della sicurezza ma anche del miglioramento della qualità dell’aria, considerato che il riscaldamento è, dopo il traffico, la principale causa di inquinamento delle città e che il 40% del consumo energetico è dovuto agli impianti di riscaldamento e raffreddamento. C’è tempo dunque fino al 31 dicembre 2019 per mettersi in regola. Per gli impianti nuovi si provvederà naturalmente al momento dell’installazione. Farlo è molto semplice: al prossimo controllo della caldaia l’utente dovrà fornire al tecnico di fiducia i dati necessari alla registrazione del libretto, come i dati catastali dell’immobile e alcuni codici indicati sulle bollette, come il punto di riconsegna Pod e Pdr).
Il catasto delle caldaie. All’origine dell’operazione calore pulito, ci sono normative europee e nazionali, recepite dal Regolamento regionale del 3 aprile del 2017 che aveva già introdotto i nuovi libretti per le caldaie e che ora si perfeziona con l’istituzione del catasto regionale degli impianti termici (Criter) e l’obbligo di registrazione (che va fatta una sola volta) entro il 2019.
Le sanzioni. In occasione del controllo obbligatorio della caldaia e della registrazione al Criter verrà rilasciato il bollino Calore pulito. Il costo è di 7 euro più Iva ogni due anni per piccoli impianti domestici (3 cent al mese) che può aumentare fino a 100 euro per impianti di grossa potenza condominiali con riscaldamento centralizzato, da dividere tra i condomini. Per i trasgressori i rischi non sono solo economici, con sanzioni da 500 a 3.000 euro) ma anche in sicurezza, perché un impianto non controllato costituisce un pericolo per l’abitazione e per l’intero condominio.—
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
