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poggio renatico 

L’ultimo saluto al re delle bici «Lavorerà anche in Paradiso»

Giuliano Barbieri
L’ultimo saluto al re delle bici «Lavorerà anche in Paradiso»

Chiesa gremita e grande commozione ai funerali dell’anziano travolto e ucciso «Una persona squisita che ha dedicato la sua vita alla famiglia e agli altri» 

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POGGIO RENATICO. Ieri in paese regnavano un silenzio ed una calma insoliti. Un’atmosfera che sembrava quasi un raccoglimento mistico. Questo perché la comunità si è fermata ed una grande folla ha voluto partecipare al funerale di Luigi Rimondi, di 81 anni, lo sfortunato pensionato che lunedì pomeriggio ha perso la vita in un incidente stradale mentre in sella alla sua bicicletta stava passeggiando in via XX Settembre, a pochi metri dalla sua abitazione, la strada che collega l’abitato poggese con il comune di Terre Del Reno e con il territorio bolognese.

chiesa gremita

Tante le presenze: uomini e donne di tutte le età, anche tanti ragazzini e l’amministrazione comunale era rappresentata dal sindaco Daniele Garuti e dall’assessore Piergiorgio Brunello. Già prima dell’inizio del rito funebre, fissato per le 15, la chiesa era gremita e sul piazzale la gente ricordava episodi e aneddoti di “Gigi al biciclar”, come era affettuosamente conosciuto in paese per aver gestito, per tanti anni, una bottega per riparare e vendere bici e motocicli e che nel tempo era diventata anche punto di incontro e aggregazione.

l’abbraccio

All’arrivo del feretro tanta gente lo ha circondato come per accogliere, in un ulimo grande abbraccio, una persona che era molto conosciuta ed apprezzata in paese per accompagnarla nel suo ultimo viaggio. In questo modo i poggesi hanno voluto dimostrare il loro cordoglio e cercare di aiutare la moglie Luisa, e le figlie Cosetta e Lara, a superare questo momento di grande dolore.

All’interno della chiesa invece i presenti erano raccolti in preghiera perché Luigi Rimondi, strappato all’affetto dei suoi cari, possa ora vivere felice accanto al Signore. «Siamo raccolti - ha detto padre Orazio Bruno nell’omelia - per dare l’ultimo saluto a Bruno che ho conosciuto, tanti anni fa, quando una delle figlie cantava a Ferrara nel mio piccolo coro di cantori. Una persona squisita che ha dedicato la sua vita al lavoro, alla famiglia e agli altri. La chiesa è piene è questo significa che si vuol ricordare cosa ha fatto per la comunità.

Ci vuole coraggio per superare questi momenti, per i credenti può essere di consolazione pensare che ora è nelle mani di Dio e si è aperta la porta dell’eternità». Commosso è stato anche l’ultimo abbraccio dei presenti, rivolto ai famigliari prima della partenza del feretro verso l’ultima destinazione del cimitero perché, come sussurravano alcune anziane signore, ora Gigi farà il biciclaio del Paradiso. —

Giuliano Barbieri

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