«Non possiamo sospendere le mostre» Soluzioni alternative
Scolamacchia interviene sul dibattito del progetto Diamanti «La città non può permettesi di mettere l’arte nel limbo»
La battaglia dell’addizione di Palazzo Diamanti e la decisione all’ultimo giorno della Sovrintendenza di bocciare il progetto di ampliamento dello studio Labics continua a far discutere la città con il suo carico di polemiche.
Confesercenti
Sul tema interviene la Confesercenti provinciale con il suo presidente Nicola Scolamacchia.
«Ferrara, Città d’Arte e Cultura. Un marchio - dice Scolamachia - che si è costruito negli anni, che ancora tante città italiane ci invidiano. Così veniamo percepiti dai turisti, così identifichiamo noi stessi la nostra Città. Una identità condivisa di cui sono intrisi i nostri mattoni, che si è concretizzata negli anni con importanti progetti di riqualificazione pubblici, riconoscimenti internazionali, impegno di tanti imprenditori ed a cui grande contributo hanno dato le Mostre d’Arte a Palazzo dei Diamanti. A questa amministrazione va il plauso per aver affrontato un tema, quello del miglioramento strutturale della sede espositiva di Palazzo dei Diamanti, che si è nel corso degli anni reso evidente ed improcrastinabile. Offrire ai visitatori un luogo con migliori spazi espositivi, funzionale e vivo credo sia un obiettivo cui tutti dovremmo tendere». Se la soluzione individuata non è ritenuta idonea da parte degli enti preposti, per la Confesercenti è nel contempo necessario che sia offerta un’alternativa.
Il quadrivio
«Ben venga la valorizzazione del “quadrivio rossettiano”, - continua il presidentedell’associazione - così come prospettato dal Direttore Generale del Mibac nel suo atto di direzione di venerdì, occorre che a ciò seguano progetti, tempi di realizzazione e, non ultime, disponibilità finanziarie atte a realizzare quanto si suggerisce. Occorre chiarire sin d’ora se, al di là del “padiglione della discordia”, si intenda continuare a pensare Palazzo dei Diamanti come sede delle future Mostre d’Arte, o se si ritenga che il suo destino sia altro».
Evitare stop espositivi
Sarebbe grave e penalizzante per Ferrara, secondo Scolamacchia, mantenere in un limbo temporale indefinito scelte essenziali per garantire la continuità ed il progredire in qualità delle Mostre d’Arte.
«I tempi di esecuzione - dice - dei futuri interventi siano parte integrante delle future scelte; così deve essere nella gestione della cosa pubblica così come lo è per ogni imprenditore nella propria azienda. È prioritario evitare una prolungata sospensione delle attività da parte di Ferrara Arte con conseguente negativa ricaduta sull’attrattività della nostra destinazione, già in sofferenza per i molteplici cantieri in corso d’opera. Chiunque amministri questa città, chiunque intervenga in processi che ne determinino il futuro assetto economico, dimostri nei fatti che Cultura e Turismo sono un’industria, con ricadute economiche dirette e concrete tanto nel settore ricettivo quanto in quello dell’intera filiera turistica e commerciale». —
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