Non poteva impedire i furti di sabbia Assolto tecnico Aipo
Quasi nove anni di odissea giudiziaria per il funzionario Dopo due condanne il proscioglimento della Cassazione
Nell’ottobre del 2010 era stato condannato a tre anni e due mesi per non aver impedito i furti di sabbia lungo il Po, pena poi ridotta in appello nel 2016 a 1 anno di reclusione. Tre giorni fa invece il ferrarese Eugenio Padricelli, 57 anni, tecnico dell’Aipo di Rovigo, è stato assolto dalla Cassazione con formula piena “perché il fatto non sussiste”.
Odissea giudiziaria
La pronuncia di giovedì scorso della Quarta Sezione Penale della Cassazione mette fine, con un dispositivo definitivamente assolutorio, a una vicenda giudiziaria durata più di otto anni, ma che risale ancora prima, al 2006, quando la Guardia di Finanza di Mantova scoprì una serie di furti di sabbia e intervenne con un blitz in un’imbarcazione ormeggiata a un pontile di Ficarolo. L’operazione portò all’arresto di tre uomini, due di Felonica e uno di Salara. I ladri avevano portato via cinquemila metri cubi di sabbia riuscendo ad aggirare il controllo del rilevatore satellitare sistemato a bordo per monitorare tutti gli spostamenti sul fiume.
Due condanne
I tre avevano patteggiato sanzioni fino a seimila euro, ma nei guai, e grossi, era finito anche il funzionario dell’Aipo Eugenio Padricelli, assistito in questa lunga odissea giudiziaria dall’avvocato Alberto Bova. I primi due gradi di giudizio gli sono stati sfavorevoli. Il primo si era concluso con una stangata: tre anni e due mesi di condanna, 300 euro di multa e interdizione di 5 anni dai pubblici uffici. Il ricorso in Appello aveva attenuato la pena, ma senza cancellare la macchia della condanna.
Ultimo atto: assolto
Cosa che invece è avvenuta il 17 gennaio, con la formula pienamente assolutoria della Cassazione. «Tale ultima pronuncia - commenta l’avvocato Bova - è verosimilmente dipesa dall'accettazione della tesi secondo cui Padricelli non disponeva dei poteri giuridici e fattuali (e in particolare non gli era consentito salire a bordo delle draghe) per impedire il reato di furto di sabbia commesso dai gestori delle draghe». —
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