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Pd, Calvano finisce nella bufera Scontro sul candidato civico

Marcello Pulidori
Pd, Calvano finisce nella bufera Scontro sul candidato civico

Assemblea a Pontegradella, la portavoce: il segretario regionale è stato scorretto L’accusa è di aver sconfessato la segreteria comunale, aprendo scenari diversi

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Ore 15, circolo zona est del Partito Democratico. Pontegradella, frazione alle porte di Ferrara. All’ordine del giorno dell’assemblea di circolo (cui partecipa anche Piero Fassino, deputato pd. C’è anche il vicesindaco Massimo Maisto) ci sarebbe, innanzitutto, il voto sulle mozioni dei candidati alle primarie che decideranno il segretario nazionale.

la portavoce

Ma l’assemblea di circolo (portavoce Maria Angela Marzola) ci mette un attimo a virare su un altro, ben più sentito da queste parti, argomento: le ultime dichiarazioni del segretario regionale Paolo Calvano, dichiarazioni in merito alla candidatura a sindaco di Ferrara. Ci aggiriamo tra i presenti per riempire il taccuino di singole dichiarazioni, ma ci viene comunicato che la posizione unica e ufficiale sarà quella decisa al termine dell’assemblea.

i dissidi

Ma cosa ha fatto di male Calvano? chiediamo alla Marzola: «Ha avuto un atteggiamento assolutamente scorretto – risponde la portavoce del circolo di Pontegradella – non soltanto nello sconfessare quanto deciso lo scorso 19 novembre dall’assemblea comunale quasi all’unanimità (costruire, cioè, una lista Pd a sostegno di un candidato civico, ndr) ma di aver fatto questa dichiarazione prima alla stampa, senza interessare gli organismi del partito». La Marzola non è l’unica a pensarla in questo modo. Pietro Turri, noto esponente del partito e consigliere comunale, usa gli stessi concetti: «Calvano ha sbagliato – dice Turri –, nella situazione in cui si trova il Pd oggi, è necessario mantenere vivo un rapporto con il mondo civico e sapersi confrontare con i partiti che possono dare un contributo al miglioramento della situazione politica attuale».

il percorso

Tanto che, come la portavoce del circolo di Pontegradella ricorda, la discussione su “candidato civico o candidato Pd? ” è un interrogativo che «ci siamo posti non certo oggi, ma da tempo. Si sono svolte assemblee in tutti i circoli del comune di Ferrara e ciò che è emerso è stato chiaro. Appunto, l’assemblea comunale del 19 novembre ha deciso – prosegue la Marzola – con due astenuti e due contrari su centinaia di iscritti, che la linea è: lista Pd a sostegno di un candidato civico. Ecco spiegati i motivi per i quali contestiamo il segretario regionale». Quindi, chiediamo, il candidato potrà essere sia civico sia Pd, non vi sono veti, è così? «È esattamente così», ribatte la Marzola, la quale aggiunge che «si tratta di un percorso avviato, e non è ancora stato deciso nulla di definitivo in tal senso».

il sigillo

A mettere un sigillo autorevole, prima dell’avvio dei lavori, era stato lo stesso Fassino: «Candidato sindaco civico o Pd? Io non vorrei interferire con le decisioni di questa assemblea – dice in modo molto signorile l’ex sindaco di Torino –, ma se proprio devo esprimermi dico che potrà essere sia civico che organico al Pd. L’importante è che sia un candidato riconosciuto e riconoscibile e soprattutto un candidato che unisce».

Il percorso indicato dalla Marzola, intanto, è nelle mani della segretaria comunale Ilaria Baraldi, alla quale l’assemblea di circolo ieri ha riconfermato la propria fiducia. Niente di deciso, dunque. Occorre attendere nuovi incontri.

L’idea, che la Nuova Ferrara ha peraltro già avanzato, è che in gioco ci siano anche importanti posti ed incarichi contesi: lo stesso Calvano, facendo tornare in pista personaggi come l’assessore Aldo Modonesi e la consigliera regionale Marcella Zappaterra, di fatto cancellerebbe un concorrente interno alle elezioni regionali di novembre.

diciannove votanti

Per la cronaca, visto che era comunque era questo il motivo della convocazione dell’assemblea, ha vinto la mozione Zingaretti con undici voti su diciannove; quattro voti sono andati a Martina, altrettanti a Giachetti. Diciannove come quel 19 novembre, data dell’ultima assemblea comunale. Quella che oggi rischia di paralizzare ulteriormente il Pd di Ferrara. –





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