Una mostra anche in autunno ai Diamanti Il cantiere slitta, idea per un’altra rassegna
Allo studio l’ipotesi di partire con i lavori dell’esistente a gennaio 2020 conservando i fondi. La passerella verrà verandata
Il disco rosso azionato prima del ministro Alberto Bonisoli e poi dalla sovrintendente emiliana Cristina Ambrosini sul progetto di addizione di Palazzo Diamanti, presentato dalla studio Labics, impone alcune sostanziali modifiche al piano dei lavori che si pensava di intraprendere e che invece deve subire dei cambiamenti.
Le integrazioni
Come confermano gli uffici tecnici del Comune preposti al progetto di restauro di palazzo Diamanti, c’è un mese di tempo per presentare le integrazioni richieste per l’intervento sull’edificio già esistente. Il progetto finanziato con i fondi del Ducato Estense prevede infatti un intervento di spesa di 3,5 milioni di euro, che servono non solo per costruire l’addizione nel lato giardino (oggetto della disputa di queste settimane), ma anche la ristrutturazione di alcune sale interne del palazzo per spazio a nuovi servizi utili all’attività espositiva. Una volta che i tecnici presenteranno i correttivi segnalati dalla sovrintendenza si potrà dare il via all’iter per iniziare i lavori riguardante l’edificio esistente, in modo anche di non perdere i fondi messi a disposizione. Questo prolungamento di tempi comporterà uno slittamenti in avanti di alcuni mesi rispetto al programma in un primo tempo studiato. Nel senso che invece di partire a settembre, il cantiere potrà iniziare l’opera di restauro a novembre.
L’ipotesi nuova mostra
Ed è a questo punto che sorge la possibilità fattibile di una mostra in autunno. Nel senso che si cercherà di far slittare il cantiere dei lavori a gennaio 2020 in modo da consentire ai Diamanti di ospitare una nuova rassegna da settembre all’Epifania, a patto che non si perda il finanziamento. Per Ferrara Arte, nonostante il poco tempo, non ci sono problemi ad allestire una nuova rassegna di valore, sia confidando nel patrimonio interno rilevante a disposizione, ma anche per gli ottimi rapporti di collaborazione intercorsi in questi anni con i migliori musei del mondo. La cosa è fattibile e ci si può seriamente ragionare, bisognerà solo capire quando effettivamente possa iniziare il cantiere, lasciando spazio all’esposizione, che seguirebbe quella su Boldini dal 16 febbraio ai Diamanti. Nel frattempo è stata studiata anche una soluzione più che provvisorio al problema della passerella “zatterone” che si trova nel giardino. L’ipotesi che sta prendendo maggiormente corpo tra i tecnici del Comune è di “verandare” tale passaggio, in modo da poter evitare gli sbalzi estremi di temperatura passando da un’ala all’altra del palazzo. La soluzione definitiva, dal tunnel all’addizione, è invece ancora in alto mare dopo lo stop ministeriale. —
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