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Nuova maturità a due facce Doppia prova? Piace a metà

Giovanna Corrieri
Nuova maturità a due facce Doppia prova? Piace a metà

Contenti gli studenti ad indirizzo classico: più sintesi tra latino e greco Gli alunni dello scientifico vedono invece molte insidie in matematica-fisica

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Quell’ammonimento che Dante aveva letto sulla porta dell’Inferno, quel “lasciate ogne speranza, voi ch’intrate” che, alle soglie del lungo viaggio, aveva reso il poeta timoroso e incerto, è diventato, ormai, il leitmotiv degli studenti che si apprestano ad affrontare la maturità 2019. Un tempo, infatti, era lecito “pregare” che la seconda prova vertesse sull’una o l’altra materia, i “classicisti” potevano essere fiduciosi in una versione di latino se ai maturandi dell’anno precedente era toccato in sorte il greco, e così al liceo scientifico con la matematica. Quest’anno invece ogni speranza sarà vana e il nuovo esame previsto dal ministero dell’Istruzione lo conferma: abolizione del terzo scritto e della tesina, esposizione al colloquio orale anche delle esperienze di alternanza scuola-lavoro e delle attività relative a “Cittadinanza e Costituzione” ma, soprattutto, la rivoluzione della seconda prova con latino e greco al Classico e matematica e fisica allo Scientifico.

Seconda prova

Una seconda prova a due materie che non lascia scampo e che è causa del maggior sconforto degli studenti, soprattutto di quelli che, al liceo classico riosto, frequentano l’indirizzo scientifico: «Il problema è fisica – rivela spaventata Elisa Pareschi – Non siamo pronti per questa materia e avremmo preferito uscisse solo matematica».

E spaventato è pure Federico Bini: «Non importa che si dica che gli esercizi saranno più facili. Avrebbe più senso sviluppare e approfondire un solo argomento. Inoltre – prosegue lo studente – questi cambiamenti rendono tutto più complicato. Le materie sono due e sicuramente c’è molto di più da studiare». Sulla mole di lavoro concorda anche Stefano Bertelli: «Credo che questa seconda prova mista sia il risultato dell’eliminazione della terza prova e il non avere più quest’ultima potrebbe anche facilitarci. Ma penso che alla fine la gran quantità di lavoro si concentrerà sull’orale. A quel punto sarà necessario avere fantasia per collegare le varie discipline fra loro». Sconsolato anche il commento di Lorenzo Brandola: «Fisica... ma non usciva da anni, potevamo continuare a sperare e invece ora avremo due materie da affrontare e le simulazioni con le quali ci siamo già confrontati non sono semplici».

Decisamente più positiva la reazione degli studenti dell’Ariosto che dovranno cimentarsi nella duplice traduzione di un brano in greco e di uno in latino. E, in effetti, i cambiamenti previsti in questo caso dal Miur sembrano rispondere a certe secolari difficoltà e criticità: pare che le versioni saranno più brevi e più semplici; ci saranno poi informazioni utili alla contestualizzazione del brano e quesiti che daranno spazio alle conoscenze letterarie dello studente. «Mi piace la nuova proposta – afferma Alfio Torrisi – mi piace la grammatica e la letteratura ed entrambe rientrano nella prova». Concorda Michele Guerzoni: «È interessante il confronto fra il latino e il greco. Certo è il primo anno – continua – e non siamo abituati e un po’ di paura c’è, ma siamo fiduciosi», «e – lo spalleggia Davide Romani – ci attrezzeremo al meglio». Ma non è nemmeno mancato qualche appunto critico: «Quella di valutare lo studente – dice Maria Giulia Avio – non solo per la sua capacità di tradurre, era una buona idea di base. —

Giovanna Corrieri

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