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allarme all’ospedale 

Ancora fumo e fiamme a Cona Due episodi in poche ore

Ancora fumo e fiamme a Cona Due episodi in poche ore

La scorsa notte un cortocircuito alla consolle degli infermieri a Malattie Infettive Indagini in corso sull’incendio di lunedì pomeriggio: impianto fragile o piromane?

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Due interventi dei vigili del fuoco nell’arco di poche ore all’ospedale di Cona: dopo aver spento l’incendio all’interno di un bagno assistito del reparto di Oncoematologia, poco prima delle 17 di lunedì, una squadra è tornata alle 3 della scorsa notte, sempre al terzo piano nel settore B, per un problema alla consolle degli infermieri, nel reparto di Malattie Infettive.

Fumo dalla consolle

Ma se quest’ultimo episodio - il surriscaldamento di una presa della consolle, con conseguente fuoriuscita di fumo - con è riconducibile senza margini di dubbio a un cortocircuito che ha surriscaldato uno degli interruttori, sull’incendio di lunedì pomeriggio sono ancora in corso gli accertamenti da parte dei vigili del fuoco.

Non si esclude alcuna ipotesi: un cortocircuito, ma anche un atto deliberato, come del resto era avvenuto già in due occasioni nel novembre del 2016 e nel luglio del 2017, quando un piromane, rimasto sconosciuto, aveva appiccato il fuoco nei bagni dell’ospedale incendiando la carta igienica.

In un caso o nell’altro, l’attenzione resta alta: perché se è allarmante la presenza di un sabotatore nel polo ospedaliero (molto difficile da individuare per l’impossibilità di installare telecamere di videosorveglianza in luoghi tanto sensibili), non meno preoccupante è l’idea di una qualche fragilità dell’impianto elettrico del nosocomio, tanto più che entrambi gli episodi sono avvenuti nello stesso settore (il B) e allo stesso piano (il terzo) e che anche un mese fa c’erano stati problemi con un interruttore saltato, sempre nella stessa area dell’ospedale Sant’Anna di Cona ma all’interno di uno studio medico.

Verifiche tecniche

«Stiamo aspettando gli esiti delle indagini dei vigili del fuoco sull’episodio di lunedì pomeriggio - spiega Paolo Chiarini, responsabile del Servizio Tecnico dell’azienda ospedaliero-universitaria Sant’Anna - e nel frattempo abbiamo predisposto tutte le necessarie verifiche tecniche. L’aspetto positivo è che tutte le volte la situazione è stata riportata immediatamente sotto controllo, senza conseguenze, e va detto che questi casi vanno misurati anche in base alla frequenza, considerando che gli interruttori all’interno del Sant’Anna sono tantissimi e che i materiali sono di qualità. Cerchiamo di capire se c’è un problema relativo al settore B, o si è trattato di sfortunate coincidenze».

Piromane o guasto?

In attesa della relazione dei vigili del fuoco, non si esclude nemmeno la pista di un altro atto vandalico, pur a un anno e mezzo di distanza dall’ultimo “raid”.

Ci sono alcuni elementi, però, che renderebbero questa pista un po’ meno probabile, a cominciare dalla scelta dei luoghi. Il piromane aveva agito in bagni che si trovavano su corridoi esterni, nel caso di Oncoematologia si tratta invece di un bagno assistito all’interno di un reparto. Appaiono differenti anche le modalità: nelle due occasioni precedenti il piromane aveva agito sempre di notte e appiccato il fuoco alla carta, poi gettata nei cestini o nel controsoffitto, spostando i pannelli. Lunedì pomeriggio invece le fiamme sono scaturite da una presa elettrica, che l’eventuale piromane avrebbe dovuto dunque manipolare “tradendo” una certa competenza e conoscenza degli impianti elettrici . —

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