Legambiente: è vera “Mal’Aria”. «A Ferrara situazione critica»
La centralina di corso Isonzo ha il record di sforamenti in regione nel 2019. «Occorre diminuire l’afflusso delle auto in centro e usare una mobilità più pulita»
FERRARA. L’allarme sulle pessime condizioni della qualità dell’aria soprattutto in questo inizio del 2019 arriva anche da Legambiente.
Triste primato
Nel suo rapporto regionale “Mal’Aria” si evidenziano gli eccessivi sforamenti sia di polveri sottili che di ozono registrate in Emilia Romagna nel 2018, ma anche i preoccupanti dati di questo inizio d’anno che vede tra l’altro Ferrara come zona più inquinata da Pm10 e la centralina di corso Isonzo, in testa alla classifica degli sforamenti nei primi giorni dell’anno.
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La ricetta Legambiente
«Come ribadiamo da anni – sottolinea Legambiente - non servono misure sporadiche, ma è urgente mettere in atto interventi strutturali e azioni ad hoc di livello nazionale, locale oltre che di bacino padano. Occorre una revisione totale della mobilità all’interno delle nostre città, dando priorità al trasporto pubblico ed alla mobilità condivisa e collettiva. Un primo passo per una riduzione del tasso di motorizzazione, verso un obiettivo di decarbonizzazione dei trasporti, sia di persone che di merci. Serve anche una strategia ad hoc per ripensare la mobilità casa-scuola degli studenti, togliendo fin da subito la deroga per l’accompagnamento dei figli a scuola».
Nello specifico, le misure che propone l’associazione per uscire dall’emergenza sono ripartire concretamente da un obiettivo chiaro e cruciale che il nostro Paese deve raggiungere: diminuire drasticamente il tasso di motorizzazione (tra i più alti d’Europa) riportandolo a livelli delle più evolute nazione europee. Legambiente propone l’uscita progressiva ma inesorabile delle auto dalle città; il “cambio di paradigma sta dal progettare le città per le macchine al progettare le città per le persone” come ha recentemente annunciato il vicesindaco di Oslo.
Si propone anche l’introduzione di target di mobilità vincolanti in tutti i capoluoghi dell’Emilia-Romagna. Sul modello di quanto già avvenuto con la raccolta differenziata, l’idea è quella di fissare obiettivi vincolanti di ripartizione modale degli spostamenti validi nei Comuni con più di 50.000 abitanti, con quota massima di spostamenti motorizzati individuali con mezzi privati all’interno delle aree metropolitane e del territorio comunale, inferiore al 38% del totale degli spostamenti entro il 2030.
«Come fatto in Inghilterra - dice Legambiente- bisogna realizzare zone centrali a pedaggio (come Area C a Milano) e più vaste zone a emissioni limitate (Low Emission Zone), con pedaggi piuttosto elevati di ingresso per i veicoli più inquinanti. Inoltre, attraverso la redazione di Pums ambiziosi, occorre ripensare l’uso di strade, piazze e spazi pubblici della città, creando ampie “zone 30”, in cui imporre il limite di velocità massimo di 30 km/h e prevedendo nuovi spazi verdi nei centri urbani attraverso la piantumazione di alberi nelle vie del centro e delle periferie, ma anche sugli edifici e sui tetti. Potenziamento del trasporto pubblico con percorsi dedicati e corsie preferenziali eseguito da mezzi a emissioni zero. Inserire, infine, tra le misure emergenziali, la riduzione della velocità in autostrada in caso di “emergenza smog”, prendendo spunto dal progetto europeo Brenner». —
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