Alto tasso di mortalità Solo sei imprese su dieci resistono i primi 5 anni
Nella nostra provincia solo 3 imprese individuali su 5 sopravvivono a cinque anni dalla nascita. Una chiusura su 2 avviene nei primi due anni di vita.
Appena il 5% di chi “non ce la fa” si rimette in gioco rialzando le saracinesche. È quanto emerge dalla fotografia messa a fuoco dall’Osservatorio dell’economia della Camera di commercio di Ferrara in base alle elaborazioni di Unioncamere e InfoCamere sull’universo di 1. 456 imprese individuali ferraresi nate nel 2014 delle quali 599 sono cessate entro il 30 giugno 2018 e, di queste, 330 entro il 2015. Ma sono molte le iniziative imprenditoriali che non superano il primo anno di età: solo nel 2014 sono nate e morte 146 imprese.
Il tasso di mortalità a 5 anni – prosegue la Camera di commercio – risulta pari al 42, 1%, ma la selezione darwiniana è ancora più cruenta nei settori delle costruzioni (il 48, 4% chiude entro il primo lustro), della manifattura (47, 5%) e del turismo (46, 4%).
Le imprese individuali ferraresi appaiono un po’ meno resilienti rispetto agli altri ambiti territoriali.
L’emorragia è meno forte tra i titolari dell’Emilia Romagna (40, 0%), e a livello nazionale (37, 4%). Dall’analisi delle business community straniere la mortalità più elevata si registra tra le imprese con un titolare cinese (il 66, 1% ha chiuso l’attività entro i primi cinque anni).
Seguono le realtà a guida pakistana (56, 1%) e moldava (55, 0%).
Ma se sono in molti a scoraggiarsi e a rinunciare al sogno di mettersi in proprio, ancora una volta i titolari cinesi a Ferrara si smarcano dagli altri rimettendosi in gioco nel 24, 4% dei casi (contro il 9% delle media); a livello nazionale la quota scende al 15%.
Più audaci di loro sono solo i pakistani che sebbene siano tra i meno resistenti sono i più disposti a mettersi nuovamente alla prova e ritentare (il 26, 1% riapre i battenti). —
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