L’arte non si ferma a Ferrara Ecco i tesori nascosti della città
La pittura sacra di proprietà dell’Asp in mostra nelle sale del Castello Estense Il sindaco: «Un contenitore di qualità, anche se qui c’è chi divide e demolisce»
L’arte non si ferma e Ferrara può presentare ai suoi turisti e visitatori un’altra mostra. Inaugura oggi nell’ala sud e nei Camerini del Castello Estense “Dipingere gli affetti– La Pittura sacra a Ferrara tra Cinque e Settecento”, allestimento inserito nel progetto “L’Arte per l’arte” promosso con la Fondazione Ferrara Arte e dedicato alla valorizzazione del patrimonio storico e artistico della città reso inaccessibile dopo il sisma del 2012.
I tesori dell’Asp
Le sale affrescate ospiteranno per tutto il 2019 la quadreria di proprietà dell’Asp -Azienda Servizi alla persona, depositata presso i Musei di Arte Antica: «Le tappe di questo itinerario ci condurranno al cospetto dei due importanti protagonisti della rivoluzione naturalistica di inizio Seicento: Ippolito Scarsella detto Scarsellino e Carlo Bononi» ha spiegato Giovanni Sassu, curatore della mostra a cui hanno collaborato Tito Manlio Cerioli e Romeo Pio Cristofori. Il titolo dell’esposizione è motivato da una doppia evocazione simbolica, la prima riguarda il linguaggio, le opere infatti si muovono nel solco degli orientamenti successivi al Concilio di Trento che delegavano all’arte il compito di mediare tra il fedele e la religione, tra il visibile e l’invisibile, attraverso forme naturalistiche, emotive e familiari nelle quali l’uomo dell’epoca potesse riconoscersi.
La seconda attiene alla vocazione umanitaria che animava i luoghi in cui erano originariamente collocate: non chiese qualsiasi ma altari e ambienti di istituti religiosi che ponevano al centro del loro operare l’aiuto verso orfani e bisognosi.
Il sindaco punge
«Questo spazio del Castello aveva bisogno di una destinazione, dal momento che la Provincia ha modificato le proprie competenze: oggi per i turisti e i ferraresi mettiamo a disposizione gratuitamente un immenso patrimonio attraverso una mostra di grande qualità» ha affermato il sindaco Tiziano Tagliani, ricordando che nel Seicento, le famiglie nobili che non hanno seguito gli Estensi a Modena, hanno portato alla città un continuo arricchimento artistico.
Una gara per dividerci
«Attualmente assistiamo invece ad una gara per dividere e demolire. Ferrara ha perso il grande contributo delle fondazioni bancarie mentre i nostri competitor, penso a città come Bologna, Treviso, Padova e Forlì sono ampiamente sostenuti dalle fondazioni».
La conseguenza di tutto ciò è che «reggere un contesto del genere è molto faticoso, tuttavia, il Comune si è impegnato per la gestione di questi spazi con Ferrara Arte» ha chiuso il sindaco Tagliani indicando come unità di intenti e sinergia tra vari enti si riesca a realizzare progetti di spessore. —
Valentina Bacilieri
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