«Sempre più Case Famiglia E i controlli sono a tappeto»
Dopo l’ordinanza di chiusura della struttura in città l’Asl spiega le procedure «Massimo impegno con i Nas per salvaguardare la sicurezza degli ospiti»
ARGENTA. All'indomani dell'ordinanza disposta dal sindaco Antonio Fiorentini, per la chiusura, entro cinque giorni, della Casa Famiglia situata a pochi metri di distanza dall'ospedale Mazzolani-Vandini, la responsabile, Paola Benetti, preferisce non commentare in alcun modo il provvedimento. Gli ospiti tuttavia, entro il 28 gennaio dovranno essere trasferiti in una struttura idonea, in linea con i requisiti dettati dal regolamento comunale, tanto dal punto di vista edilizio, quanto per la sicurezza.
A chiarire gli aspetti del provvedimento di chiusura che, per la terza volta nel giro di pochi mesi, interessa la medesima cooperativa, è Giuseppe Cosenza, direttore del Dipartimento di Sanità Pubblica dell'Asl.
LE REGOLE
«Nel momento in cui apre una casa famiglia, questa è tenuta a presentare una Scia al Comune, che deve rispondere a determinati requisiti previsti dal regolamento locale - spiega Cosenza -; lo stesso Comune poi ci incarica di effettuare un sopralluogo, atto a verificare la sussistenza dei requisiti strutturali ed igienico sanitari previsti dalle norme, come abbiamo agito per la casa famiglia di Argenta, che aveva dato avvio all'attività senza aver prodotto la Segnalazione certificata di inizio attività (Scia)».
Il nostro compito di vigilanza e di controllo dell’Asl - va avanti Cosenza- «si esplica su tutte le Case Famiglia di tutta la provincia, spesso, come in questo caso, congiuntamente ai Nas».
I CONTROLLI
Il controllo dunque, a seguito di segnalazione o richiesta da parte dell'amministrazione pubblica, viene effettuato da tecnici della prevenzione del Dipartimento di Sanità Pubblica dell'Asl, i quali operano con funzioni di ufficiali di polizia giudiziaria. È un lavoro di squadra e di rete inter istituzionale quello compiuto nelle Case Famiglia, che coinvolge anche medici di igiene pubblica, geriatri ed assistenti sociali, allo scopo di elaborare una valutazione multi-funzionale, nell'ambito di un'indagine approfondita, tesa a salvaguardare la sicurezza degli ospiti e la regolarità dei requisiti a carico della struttura.
«Stiamo lavorando attorno ad un regolamento provinciale - sottolinea il direttore del dipartimento di Sanità Pubblica dell'Asl -, per superare quelli locali adottati dai singoli Comuni e avere un solo strumento normativo a disposizione. Tra i requisiti, oltre al tetto massimo di sei posti per altrettanti ospiti da accogliere, la condizione di essere ospiti autosufficienti o mediamente auto-sufficienti».
TROPPI OSPITI
Nella casa famiglia di Argenta, per la quale è stata disposta la chiusura immediata della struttura, è stato registrato lo sforamento di diversi requisiti, tra i quali il numero massimo di ospiti ammessi, oltre alla mancanza della Scia. Nel cortile della struttura ieri mattina erano in corso le potature degli alberi, ma ancora nessun segnale lasciava presagire ad un trasferimento di attrezzature o degli stessi ospiti.
«L'apertura delle Case famiglia - ha rilevato Cosenza - è un fenomeno esploso negli ultimi tempi e la Regione ha fissato dei paletti. Ormai l'attività di controllo assorbe gran parte del nostro impegno, queste strutture nascono come funghi e sistematicamente arrivano le richieste di controllo da parte dei Comuni. E' chiaro che come in ogni settore c'è chi lavora bene e chi meno». —
Katia Romagnoli
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