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Il dramma delle leggi razziali La riflessione si fa a scuola

G.C.
Il dramma delle leggi razziali La riflessione si fa a scuola

Per il Giorno della Memoria iniziativa realizzata  con gli studenti del Montalcini «È fondamentale non dimenticare tutto questo»

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ARGENTA. Quest’anno, il Giorno della Memoria cade di domenica, ovvero proprio quando la scuola è chiusa ma all’Istituto Montalcini di Argenta, docenti e studenti hanno riflettuto - con anticipo - sulla totale privazione della libertà e sui danni indelebili che tale annientamento ha avuto sull’individuo. Lo si è fatto nell’ambito della disciplina di diritto ed economia e degli studi di cittadinanza e Costituzione, che saranno oggetto della prova orale nel nuovo esame di Stato.

il momento

Si è riflettuto leggendo assieme le leggi razziali del 1938 ed in parallelo gli articoli della Costituzione partendo dall’Articolo 3 sull’uguaglianza formale e sostanziale, sulla dignità sociale, sulla libertà e sulla partecipazione di tutti i cittadini alla vita del Paese. Gli alunni del Montalcini hanno ascoltato, letto, riflettuto, fatto lezione anche dalla proiezione di alcuni film sull’olocausto.

«Dobbiamo avere memoria e non dobbiamo dimenticare mai – hanno detto alunni e docenti del Montalcini di Argenta -: preservare la nostra libertà e la nostra dignità in nome di coloro che hanno lottato con le unghie e con i denti per difenderle perché, come diceva Primo Levi, “Comprendere il perché di tali barbarie è impossibile, ma conoscerle è necessario affinché la cultura vinca sempre”. La scuola, luogo di cultura per eccellenza, deve guidare i propri studenti verso una riflessione critica e costruttiva anche sulla giornata della memoria, per non dimenticare gli errori commessi e per evitare di ripeterli di nuovo».

altre iniziative

Per tutta la prossima settimana continueranno nell’istituto iniziative legate al Giorno della Memoria, che si concluderanno con l’incontro della giornalista Guendalina Dainelli, autrice di un documentario su don Antonio Rasi, parroco di San Biagio. È il sacerdote che salvò alcuni componenti della famiglia Mosconi dalla deportazione. —

G.C.

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