La Nuova Ferrara

Ferrara

L’indagine 

Incendi ed estorsioni Tre persone in manette

Un anno di vessazioni ai danni di un centro ippico Poi la denuncia e la trappola scattata a Pontelagoscuro

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Prima il blitz a Pontelagoscuro, con l’arresto di due ragazze con in tasca la mazzetta del ricatto, un anticipo di 1.000 euro. Poi, dopo gli interrogatori di procura e carabinieri, la confessione di una delle due e l’indicazione del “vero” ricattatore, un ragazzo 25enne di Occhiobello che è stato arrestato nella serata di giovedì dai carabinieri su mandato del gip del tribunale cittadino e del pm Andrea Maggioni che ha coordinato le ultime indagini.

In realtà, le indagini erano cominciate da settimane, ma i ricatti messi in atto dai tre, tutti 25enni residenti a Occhiobello, andavano avanti da oltre un anno. E si erano concretizzati con incendi, furti, danneggiamenti a un Centro Ippico con sede a Verona e Padova, che i titolari subivano dal gennaio 2018. Dall’inizio dell’anno scorso, infatti, ai numerosi episodi di furti aggravati e altri importanti reati (furti di selle per cavalli dal valore di 4000 euro ciascuna, danneggiamenti alle attrezzature ippiche, fino a incendi appiccati proprio all’ingresso di uno dei due maneggi), seguivano, puntuali, messaggi con richieste di denaro e inquietanti minacce.

La trappola

Gli imprenditori però nelle settimane scorse finalmente hanno deciso di dire basta: e così il 19 gennaio si sono rivolti ai Carabinieri di Cà di David. E a quel punto, vista la gravità e il pericolo dei reati che venivano rinnovati di volta in volta, entravano nelle indagini i militari del Norm di Verona coordinati dagli ufficiali Silvana Fabbricatore e Pierluigi Stella.

E sono stati loro a far scattare la trappola, in accordo con le vittime: con attività di osservazione, pedinamento e controllo, hanno assistito alla consegna del denaro (un anticipo di 1.000 euro sui 4.000 pattuiti) dei due titolari. Luogo dell’incontro, Pontelagoscuro, zona neutra, nella serata di domenica. Da qui l’arresto delle due ragazze italiane di 25 anni, residenti a Occhiobello che avevano in tasca il denaro appena ricevuto dalle vittime.

Il regista

L’indagine non era finita. I carabinieri di Ferrara e quelli veneti, coordinati dal pm Maggioni della procura di Ferrara, riuscivano a individuare chi c’era dietro le due donne arrestate, il vero regista.

Al suo arresto si è giunti dopo aver raccolto tutti i riscontri investigativi dei carabinieri veronesi con quelli nati dalle dichiarazioni rese durante l’interrogatorio al carcere femminile della Dozza a Bologna, davanti al pm e gli investigatori della polizia giudiziaria della procura cittadina, da parte delle due ragazze arrestate. Una piena confessione, da parte di una di loro (la compagna invece si è avvalsa della facoltà di non rispondere) che ha portato alla conferma sulla identità del regista del ricatto, compagno e convivente di una delle due arrestate. È stato lui ad organizzare le estorsioni iniziate un anno fa, a dirigerle in modo scrupoloso in ogni sua fase – spiegano gli inquirenti – nascondendosi dietro più identità tramite vari profili social, su Facebook e Messenger.

Con tutti i riscontri raccolti la procura ha dunque chiesto e ottenuto dal gip di Ferrara l’ordinanza di custodia cautelare in carcere: le manette sono scattate giovedì sera e ora il ragazzo si trova nel carcere cittadino, a disposizione dei magistrati di Ferrara e di Verona. —

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