Sei mousse già scadute tra le merendine dei bimbi
L’errore dell’azienda che gestisce la mensa della scuola materna Carducci. Segnalazione di una famiglia, la preside avverte subito i carabinieri
COMACCHIO. Quando il primo genitore se n’è accorto, è partito immediatamente il messaggio sulla chat Whatsapp della classe, che spesso è la via privilegiata per comunicare fatti e misfatti tra le mura scolastiche. «A mio figlio hanno dato da mangiare una merenda scaduta», con tanto di foto in allegato.
L’argomento ha tenuto banco e altri papà e altre mamme hanno rilanciato l’allarme. Basato su un fatto vero: alcune merende pomeridiane da asporto, proposte dall’addetto dell’azienda che somministra i pasti ai bambini che frequentano la materna statale Carducci di Comacchio, avevano come scadenza il mese di novembre 2018.
La segnalazione
La scoperta è stata fatta dai genitori martedì scorso. Del disservizio è venuta a conoscenza l’assessore alla pubblica istruzione del Comune di Comacchio, Maria Chiara Cavalieri, la quale subito si è rivolta alla dirigente scolastica dell’istituto, Roberta Monti.
«Ho immediatamente girato la segnalazione ai carabinieri – spiega la preside –. Non ero stata avvisata dagli insegnanti. Si tratta nel dettaglio di una quantità molto limitata: sei mousse, scadute da poco meno di due mesi. Ho fatto tutto quanto compete al mio ruolo, attivando anche una segnalazione alla Camst».
L’azienda bolognese, specializzata in tutti i settori della ristorazione, tra cui quella scolastica, ha infatti in appalto la distribuzione dei pasti all’interno della scuola lagunare. Nel contratto figura anche la somministrazione della merenda pomeridiana, che in alcuni casi viene portata a casa.
Nessuna denuncia
Dai carabinieri di Comacchio arrivano rassicurazioni, vista anche la modesta quantità di cibo scaduto: non risultano intossicazioni ai danni dei piccoli allievi e neppure formali denunce da parte dei loro genitori. E si tende a circoscrivere il tutto a una semplice negligenza, certamente involontaria, da parte dell’azienda appaltatrice del servizio. Anche se l’imprevisto, come è facilmente comprensibile, è risultato molto spiacevole e indigesto alle mamme e ai papà dei bambini.
Gli interrogativi
Allarme da ridimensionare, quindi. Sebbene qualche interrogativo ai genitori rimanga, eccome. E si esplicita anche fuori dalle chat di classe.
«Per prima cosa non siamo stati informati della cosa dalle maestre – racconta una mamma – e questo non ci ha fatto molto piacere, come si può capire. Come se agendo in questo modo, in pratica con il silenzio, si volesse mettere a tacere tutto. Un errore può succedere, per carità, tuttavia ci chiediamo: a chi tocca controllare la qualità dei pasti che vengono offerti ai nostri bambini? Possiamo stare tranquilli?». —
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