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Tesoretto di monete spunta dagli scavi Trovati sesterzi di epoca romana

Tesoretto di monete spunta dagli scavi Trovati sesterzi di epoca romana

Successo del saggio di scavi archeologici alla Marchesa Scoperti vari reperti e le tracce di antiche fondamenta

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PILASTRI. Laterizi e pesi da telaio, tracce di antiche fondazioni e frammenti di ceramiche, vetro e monete.

Il fondo Marchesa, a Pilastri, ha restituito agli archeologi un autentico tesoro. Utile a capire abitudini, stili di vita ed economia del territorio in epoca romana.

«Possiamo dire – spiega il sindaco Fabio Bergamini, che ha deciso, in accordo con la Soprintendenza, di promuovere il saggio di scavi nelle campagne pilastresi – che tutto il territorio comunale è un’autentica “miniera di storia».

dal neolitico in poi

Tutto quanto in un territorio, quello Bondenese, archeologicamente ricco, nel quale si sono intrecciati traffici commerciali e insediamenti che vanno sicuramente dal Neolitico (con i reperti scoperti nella allora fornace Grandi, a Bondeno) in poi, fino al tardo medioevo e, naturalmente, al Rinascimento.

Il fondo Marchesa era noto tra gli abitanti della zona, poiché qui affiorano periodicamente manufatti, laterizi e parti di intonaci, che appartengono quasi certamente a ville di facoltosi che in antichità avevano risieduto nell’area.

Secondo l’archeologa Giulia Guidorzi, che ha supervisionato gli scavi (eseguiti sotto la direzione scientifica della dottoressa Chiara Guarnieri della Soprintendenza Archeologica delle Belle Arti e del Paesaggio, ed autorizzati anche dai titolari del fondo), in collaborazione con i ragazzi del Gruppo Archeologico di Bondeno, il fondo Marchesa si trova su un dosso. Si tratta di una zona più alta rispetto ai terreni circostanti, “costruita” dal divagare di uno degli antichi corsi d’acqua nella pianura bondenese. Un dosso che si rilevava su una zona probabilmente salubre. Motivo per cui si suppone la presenza di varie ville, con attorno pertinenze, edifici agricoli e terreni di proprietà di qualche cittadino romano.

altri siti

Nelle zone vicine sussistono anche resti dell’Età del Ferro. Grande soddisfazione per i numerosi materiali rinvenuti a seguito degli scavi: vi sono numerose ceramiche, pesi da telaio, vetri e svariate monete, in particolare sesterzi, la maggior parte appartenenti ad un periodo compreso tra il 200 e il 250 d.C. Si esclude per ora l’ipotesi di una sepoltura “con un ricco corredo”, come spiegazione del quantitativo di monete rinvenute; più probabile che le monete fossero custodite ed utilizzate per i traffici commerciali dell’epoca. D’altra parte, la numismatica è una delle “fonti” della storia e per questo aiuta a capirla.

Gli investimenti

«Abbiamo fortemente voluto investire su Pilastri, dove da alcuni anni finanziamo gli scavi della Terramara, che coinvolge il paese e il volontariato, mentre questo nuovo saggio potrebbe aprire altre opportunità. Sappiamo che sul territorio passavano strade romane e le foto aeree lo dimostrano – conclude il sindaco Bergamini –. I prossimi studi potrebbero essere indirizzati lì e diventare materia per tesi di laurea, studi archeologici e addetti ai lavori. E ci aiuteranno a capire la conformazione del nostro territorio in epoca antica».

Lo scavo è avvenuto anche grazie alla collaborazione e al contributo di alcuni professionisti del territorio, come la ditta Cornacchini Angelo che si è occupata della movimentazione terra, e Laporta geom. Domenico dello studio Kosmos Group che ha collaborato al rilevamento dell’area. —

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