Favori alle associazioni In nove vanno a processo
Fra gli imputati due ex sindaci di Finale Emilia, assessori e volontari Alla sbarra anche un imprenditore centese. Due funzionari hanno patteggiato
FINALE EMILIA. In tribunale a Modena il giudice per l’udienza preliminare Andrea Romito impiega 63 secondi a dare lettura del dispositivo che rinvia a giudizio nove persone per la vicenda dei favori delle associazioni nel comune di Finale Emilia: metà della giunta dell’ex sindaco Fernando Ferioli, l’ex primo cittadino Raimondo Soragni, tre volontari, un funzionario comunale. E l’imprenditore centese Alberto Tura.
Il giudice conferma i patteggiamenti per l’ex segretaria del municipio finalese Natalia Magaldi e dell’ex capo ufficio Lavori pubblici, Giulio Gerrini (che abita a Casumaro) e condanna tre volontari del circolo Quartiere Ovest che avevano optato per l’abbreviato.
Il pm Marco Niccolini, che ha coordinato le indagini dei carabinieri del Nucleo Operativo di Modena e dei colleghi della caserma di Finale, è il primo ad uscire dalla stanza del tribunale. Gli imputati lo rivedranno il 23 maggio quando inizierà il dibattimento del processo che coinvolge l’associazionismo e una grande parte della classe dirigente del Comune di Finale dell’ultimo decennio.
LE ACCUSE
Serviranno sessanta giorni per iniziare a capire qualcosa di più della decisione del giudice e sarà possibile farlo quando depositerà le motivazioni che hanno portato alla condanna del circolo Quartiere Ovest.
Fino a quel momento restano, come macigni, i reati contestati dalla Procura che vanno dalla truffa fino all’abuso di ufficio passando per la falsità materiale e ideologica.
L’accusa ha messo nel mirino alcuni scorci dell’associazionismo di Finale e Massa Finalese.
Il 23 maggio dovranno presentarsi in tribunale Franco Ferrari e Dante Veratti in veste di referenti della Bocciofila Massese, accusati – con Ferioli, gli ex assessori Angelo d’Aiello e Fabrizio Reggiani e l’ex vice segretaria comunale Monica Mantovani, – di aver consentito all’associazione di gestire gli spazi della Bocciofila senza averne diritto e ottenendo un indebito vantaggio economico grazie alle attività commerciali organizzate (partite, uso del bar, affitto della sala Meridiana, tornei di beach tennis). Nello stesso filone entra anche il lavoro di Gerrini. che per sistemare la Bocciofila nel post terremoto ne certificò l’uso per le scuole massesi, ottenendo il rimborso regionale.
La parte più complessa del procedimento riguarda la delibera sull’area ex Comel.
Delibera nel mirino
C’era l’urgenza di incassare un contributo della Regione per realizzare un auditorium e venne individuata l’area ex Comel, nel ghetto ebraico. I tempi stringevano e, sostiene la Procura, la delibera votata all’unanimità dalla giunta avrebbe invece ricevuto il voto contrario di tre assessori (Lisa Poletti, Fabrizio Reggiani e Massimiliano Righini), che se ne lamenteranno con Ferioli e il segretario comunale, costretti quindi – è il teorema accusatorio – ad alterare con “cancellazioni in tale senso il Registro delle delibere di giunta”. Peraltro l’auditorium a Finale non è ancora stato realizzato.
MACERIE E FIERA
È il capo d’imputazione che riguarda anche l’ex sindaco Raimondo Soragni che avrebbe inviato al centro di protezione civile Otesia di Massa carichi di macerie in modo urgente senza che vi fossero i crismi. Un reato, semmai sarà accertato, destinato ad essere prescritto.
Infine si contesta una turbativa d’asta per l’assegnazione dell’organizzazione della fiera alla società Accento dell’imprenditore centese Tura. –
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