Il Comune dimezza alla Vodafone il debito e il canone
La società non pagava l’affitto dell’impianto di telefonia dalla metà del 2013 Ora un nuovo accordo ricalcola al ribasso entrambe le somme
I clienti Vodafone non temano: le antenne e le parabole resteranno accese, nell’area del Centro operativo comunale di via Provinciale per San Vito.
Ma la verità è che hanno “traballato” per un po’, essendo al centro di un contrasto tra l’amministrazione portuense e la multinazionale della telefonia cellulare. Qualche giorno fa tuttavia è arrivato l’accordo tra le parti che mette a posto le cose, almeno fino al 2028.
l’azienda morosa
La concessione originaria risale al 2007 (quando la società si chiamava ancora Vodafone Omnitel) e prevedeva una durata di nove anni e un canone annuale di 7.100 euro (più Iva al 20%), da aggiornare periodicamente sulla base dell’inflazione. Vodafone Italia paga regolarmente le quote dell’affitto fino a metà del 2013. Poi più niente, nonostante nel gennaio 2016 sia scaduto il rapporto contrattuale che legittimava l’occupazione dell’area.
Per chiarire: da quel momento l’impianto è sostanzialmente irregolare, in quanto il patto siglato nove anni prima escludeva il tacito rinnovo.
il comune si muove
Iniziano i tentativi del Comune di Portomaggiore di entrare in possesso del dovuto: nel giugno 2017 scatta la diffida formale a Vodafone, pressata a versare alle casse municipali 69.212 euro, pari alla somma dei canoni scaduti, degli interessi legali di mora contabilizzati e delle indennità di occupazione senza titolo già maturate.
In caso di mancato pagamento, il Comune avrebbe potuto rivalersi sul deposito cauzionale di 10mila euro custodito in tesoreria e poi, eventualmente, affrontare le aule di tribunale.
Il “tampinamento” aveva dato qualche risultato? No, dall’azienda nessun cenno di riscontro. Fino allo scorso autunno, quando c’è stata la svolta.
il nuovo contratto
La premessa è stata la volontà del Comune di evitare tempi lunghi, spese ingenti ed esiti incerti della giustizia. Incassando soldi certi. «E poi – spiega il vicesindaco Andrea Baraldi – abbiamo sempre avuto in mente a cuore che il buon livello del servizio continuasse a essere garantito ai clienti Vodafone».
Ecco quindi che l’azienda pagherà 40mila euro (più Iva) forfettari, a saldo e stralcio di ogni pendenza, anziché gli 80.883 dovuti. E spunta anche un dimezzamento del canone, da 8mila a 4mila euro. «Vodafone – sostiene Baraldi – ci ha detto che risultava troppo oneroso. Si sa, le grandi aziende tendono a giocare al ribasso...». E il Comune di Portomaggiore non è certo un colosso. La trasmissione può proseguire. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google