Infermiera inseguita e offesa in corsia Familiare arrabbiato aggredisce ancora
L’episodio nel reparto di Lungodegenza dell’Ospedale Aveva già colpito un altro operatore sanitario
Una infermiera di turno all’Ospedale del Delta di Lagosanto è stata aggredita dal familiare di un paziente ricoverato nel reparto di Lungodegenza. Si tratta dell’ennesimo episodio di esasperazione all’interno della struttura ed il secondo per mano della stessa persona. «Avvieremo tutte le procedure interne a tutela del nostro personale - dice con fermezza Romana Bacchi, direttore distretto SudEst dell’Ausl - e intanto continuiamo nel nostro percorso di studio delle diverse problematiche così da riuscire ad arginare un certo tipo di comportamenti.
i fatti
Erano da poco passate le 21 di domenica quando l’infermiera di turno ha invitato il familiare di uno dei pazienti ricoverato in lungodegenza a lasciare il reparto come da regolamento. A quanto pare l’invito è stato formulato più volte, come succede spesso con questa persona che sarebbe restia al rispetto delle regole e insofferente verso il personale. L’infermiera l’ha dunque invitata a uscire dal reparto e come riposta ha ricevuto prima un attacco verbale molto forte e quindi, vedendo la donna andare verso di lei con fare minaccioso, si è spostata nel corridoio per poi trovarsi costretta a scappare lungo lo stesso, inseguita dalla signora che ha continuato ad urlarle dietro.
Per fortuna questa volta nessuno è rimasto ferito ma sono comunque intervenuti i carabinieri di Comacchio ed è scattata la denuncia.
l’aggressore
La donna che ha aggredito verbalmente ed ha tentato poi di colpire l’infermiera è la stessa che ha ferito la notte del 30 dicembre un altro operatore sanitario procurandole ferite dichiarate guaribili in 30 giorni. Senza quindi voler in alcun modo sminuire l’accaduto il problema in questi casi sembrerebbe legato alla gestione di una persona «insofferente al regolamento». E se da un lato dunque la recidiva ridimensiona quella che era stata considerata un’emergenza circoscrivendo il fenomeno, dall’altra «impone a tutti a noi di applicare delle procedure interne a tutela dei nostri operatori - fa presente la Bacchi - Non possiamo far passare simili comportamenti, ci muoveremo dunque come previsto dalla legge. Colgo l’occasione per ringraziare i carabinieri per la preziosa collaborazione e intanto andremo molto probabilmente a rivedere i margini della flessibilità che caratterizzando questo ospedale». E aggiunge, «ci sono dei moenti particolari e delicati che non possono prevedere la presenza di esterni, soprattutto per il rispetto e la dignità delle persone che sono ricoverate nei nostri reparti». —
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