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Orari penalizzanti per la madre della bimba disabile: il Bennet risarcirà

Giovanna Corrieri
Orari penalizzanti per la madre della bimba disabile: il Bennet risarcirà

Il tribunale ha anche ordinato l’azienda di cambiare i turni. È stato riconosciuto il comportamento discriminatorio

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Non è la prima e non sarà nemmeno l’ultima, ma la sentenza che il tribunale di Ferrara ha emesso il 24 gennaio e che condanna il comportamento assunto da Bennet spa di Cento nei confronti di una dipendente, rappresenta sicuramente un segnale importante per i diritti dei lavoratori.

La storia

La donna è una madre di due figlie, di otto e tre anni. Quest’ultima è affetta da una grave patologia oncologica che ha richiesto numerosi interventi chirurgici e pesanti cicli di chemioterapia.  Per queste ragioni la lavoratrice aveva fruito dello speciale congedo straordinario (dlgs 151/2001) ma, nell’aprile del 2017, al momento del rientro in servizio, si era trovata nelle condizioni di non poter prestare le cure essenziali alla minore portatrice di handicap. Le era, infatti, stata assegnata una turnazione di lavoro fatta di orari spezzati e, ogni giorno, turni serali di chiusura fino alle 21/22.

«Si trattava di un orario penalizzante – sottolinea Maria Lisa Cavallini della segreteria Filcams –. E ciò era riconosciuto anche dagli altri lavoratori che, in questi casi, parlano di “orario sego”: quello che spinge il dipendente vessato ad allontanarsi».  Nell’agosto del 2017 la lavoratrice decide di rivolgersi alla Filcams-Cgil di Ferrara che da subito interviene segnalando la grave penalizzazione che la donna stava subendo.

Orari penalizzanti

La Filcams comincia a chiedere all’azienda Bennet il riconoscimento dei diritti di legge e contrattuali, la modifica sostanziale dei turni di lavoro e diffida la società dal proseguire con quelle distribuzioni orarie, ma i passi avanti sono pochi. Nemmeno l’intervento degli avvocati della lavoratrice, nel febbraio del 2018, spinge l’azienda a modificare gli orari della dipendente. A quel punto il ricorso al Tribunale: la donna, supportata dalla Filcams Cgil e assistita dagli avvocati, richiede l’applicazione dei cosiddetti “accomodamenti ragionevoli”, lamentando il comportamento discriminatorio dell’azienda che non ha mai considerato le sue particolari esigenze.

Il giudice

Il 24 gennaio il giudice accoglie la richiesta della lavoratrice, che intanto ha sempre continuato a rispettare i turni serali, e condanna Bennett spa a risarcire il danno da discriminazione alla dipendente e a pagare tutte le spese. Il giudice ha, inoltre, ordinato l’assegnazione di turni diversi che tengano conto delle esigenze della lavoratrice, madre di portatore di handicap.

«Questa sentenza rappresenta un passo importante per i diritti delle lavoratrici – afferma Cavallini –. Soprattutto in questi anni in cui le donne non solo non riescono a conciliare i tempi del lavoro con quelli della vita ma hanno una retribuzione diversa da quella degli uomini. Il verdetto – continua – permetterà a questa dipendente di continuare a lavorare». E questa donna potrà farlo anche grazie alla propria forza di volontà e alla decisione di non arrendersi nella battaglia per i propri diritti e grazie alla fiducia nel sindacato. La decisione del giudice «dà speranza a tutti coloro – afferma Fabrizio Tassinari, segretario Filcams –. che decidono di licenziarsi di fronte ad angherie di certe aziende. Ma deve essere anche un monito per il mondo del commercio, in cui si portano avanti cattive pratiche». «Stiamo assistendo ad una pesante svalutazione del lavoro – conferma Riccardo Grazzi, segreteria confederale Cgil – e a una riduzione delle garanzie, ma questa sentenza ha finalmente reso più forte il più debole». –

Giovanna Corrieri

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