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«Per la sperimentazione una corsa ad ostacoli Si parte dopo l’estate se c’è l’ok entro giugno»

Gi.Ca.
«Per la sperimentazione una corsa ad ostacoli Si parte dopo l’estate se c’è l’ok entro giugno»

Il rettore Giorgio Zauli spiega l’”intreccio” con Biotecnologie mediche Al sindacato studentesco Link, critico, ribatte: siate più coerenti 

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Il punto

«Stiamo cercando di aprire la strada verso quello che ho sempre dichiarato essere uno dei miei obiettivi: superare il numero chiuso a Medicina. Ma una cosa deve essere chiara: nulla è stato deciso, la sperimentazione al momento resta una proposta che dovrà passare una serie di “prove”. E sarà durissima». Fa gli scongiuri il rettore di Unife, Giorgio Zauli, e non nasconde il timore che la delicatissima partita del sistema di selezione dell’accesso che potrebbe mandare in archivio il test d’ingresso alla facoltà potrebbe non conseguire l’esito sperato. «Nella tavola rotonda svoltasi ad Architettura - spiega il rettore - abbiamo lanciato un sasso che sembra aver trovato orecchie attente e consensi al ministero e in parlamento, ma la strada è lunga e ancora piena di incertezze».

I futuri passaggi

«Bisogna definire il veicolo giuridico per rendere operativa la sperimentazione del nuovo modello - annuncia il rettore - La proposta deve ancora essere presentata agli organi dell’ateneo, il Senato accademico e il Consiglio d’amministrazione. Lo faremo al più presto perchè poi l’ipotesi deve essere valutata dal ministero. Non è possibile sapere oggi se il percorso sarà lento o veloce, tantomeno se questa proposta che parte dal nostro ateneo avrà concrete possibilità di trovare applicazione entro l’inizio del prossimo anno accademico».

La sperimentazione, come è stato comunicato dallo stesso ateneo, avrebbe una durata di sei mesi.

Il nuovo modello

Il percorso, che introdurrebbe in Italia una sorta di sistema francese - quest’ultimo prevede l’eliminazione di ogni barriera all’ingresso per le matricole e una selezione operata fin dai primi mesi di corso su una rigorosa valutazione del rendimento dello studente e, successivamente, su un filtro per l’accesso al secondo anno - spazzerebbe via l’odiatissimo test d’ingresso con numero programmato, che lo stesso Zauli ritiene inadatto a indirizzare verso la facoltà gli studenti effettivamente più capaci.

La sperimentazione, che verrebbe attuata a Ferrara, impone alla matricola un impegno notevole nello studio con l’obbligo di passare tutti gli esami di fine semestre con una media uguale o superiore a 27. Chi non ce la farà, se sarà accolta questa versione, potrà iscriversi al nuovo corso di Biotecnologie mediche, che deve essere anch’esso autorizzato dal ministero ma segue un binario diverso. Il nuovo percorso di studi potrebbe incorporare, precisa Zauli, l’indirizzo “Salute” dell’attuale corso di Biotecnologie, che attrae il 90% degli studenti, ed essere ancora più “contiguo” all’area di Medicina. L’attuale corso di Biotecnologie verrebbe ristretto a poche decine di unità. «Per l’avvio entro quest’anno l’ok ministeriale dovrebbe arrivare entro 60 o, ancora meglio, 90 giorni prima del test nazionale, diciamo entro giugno - osserva Zauli - L’introduzione di Biotecnologie mediche intende agevolare chi non riesce ad iscriversi a medicina ma intende seguire un corso di studi con molti punti di contatto».

Il sindacato studentesco Link ha criticato il doppio binario che imporrebbe una scelta difficile alle matricole di Medicina (iscrizione al corso a numero programmato o al corso sperimentale). Zauli replica: «Bisogna essere coerenti. Se si chiede l’abolizione del numero chiuso perché protestare se si va in quella direzione?». —

Gi.Ca.

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