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Consulenze gratuite L’Ordine dice no

Consulenze gratuite L’Ordine dice no

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Uno degli aspetti più controversi de rimborso automatico statale è il comma della Legge di Bilancio che vieta di chiedere compensi per «la prestazione di collaborazione nella presentazione della domanda».

Un orientamento che, come assicurano i risparmiatori di ritorno dall’incontro al Ministero, sarà confermato nel decreto attuativo. «Gli avvocati o le associazioni di consumatori non potranno chiedere una percentuale sui risparmi recuperati, ma solo un rimborso spese», puntualizza Katia Furegatti.

Già Federconsumatori si era dichiarata contraria alla gratuità della consulenza. Così come uno degli avvocati che ha seguito più procedimenti, Stefano di Brindisi: «Questo passaggio può prestare il fianco a rilievi d’illegittimità, perché interviene sul principio giuridico della soccombenza nelle spese legali e in un atto tra privati. Chi ha scritto questa norma non ha evidentemente mai lavorato sul campo».

Dello stesso parere anche il presidente dell’Ordine degli Avvocati di Ferrara, Piero Giubelli: «Ogni attività lavorativa deve essere retribuita, e questa norma viola il principio dell’equo compenso. Non è previsto l’obbligo di ricorrere a una consulenza legale, poi se chi non è in grado di compilare la domanda da solo e vuole rivolgersi a un avvocato a titolo gratuito, il professionista è libero di rifiutarsi di lavorare senza compenso. Se la legge intende far risparmiare ai cittadini le spese legali non può rivalersi su professionisti privati - conclude Giubelli - sarebbe più opportuno che lo Stato istituisse un Ufficio legale dedicato ai rimborsi e provvedesse lui stesso alle spese». —

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