Per denunciare abusi filmano la paziente e finiscono sotto processo
Due operatrici sanitarie di una struttura comacchiese avevano piazzato telecamere. Ora sono state accusate di privacy violata e diffamazione
COMACCHIO. L’intreccio tra i protagonisti fa venire le vertigini: due operatrici sociosanitarie (Oss), il titolare della struttura, una residenza per anziani, dove le due lavoravano (si sono licenziate da tempo), la moglie di lui, paziente nella struttura, e la cuoca della stessa residenza, situata nel Comacchiese. L’intreccio è alquanto ingarbugliato perché la storia emersa ieri in tribunale davanti al giudice Caucci e al pm Rossetti vede imputate le due Os, mentre parte civile i familiari della paziente.
La cuoca nella stanza
Le due operatrici sono accusate di aver installato una videocamera nella stanza da letto della paziente, e di aver poi divulgato ciò che avevano ripreso: ossia, la cuoca che entrava nella stanza, usava parole offensive contro la paziente stessa, e secondo la ricostruzione che danno i legali delle due operatrici (avvocato Mezzogori) e non solo, avrebbe sabotato la somministrazione dei farmaci alla paziente stessa. Dunque avrebbero filmato tutto per denunciare presunti abusi e maltrattamenti. Ma sono finite a processo per interferenza della vita altrui e violazione della privacy. Perché lo avrebbero fatto? Il processo dovrà accertarlo, mentre l’indagine ha escluso - al momento- che il comportamento delle due donne fosse corretto: la loro intenzione era denunciare che la cuoca entrava nella stanza della paziente, sabotava i farmaci poiché la stessa aveva una relazione extraconiugale con il titolare della struttura, nonché marito della donna paziente, non autonoma e allettata.
Affermazione che è costata alle operatrici il reato di diffamazione. Ma oltre al dvd con le immagini registrate, sono accusate di violenza privata per aver compiuto tutto questo - secondo l’accusa - per indurre il titolare della struttura a licenziare la cuoca, presunta sua amante. Il processo in corso dovrebbe dipanare il groviglio, tra le parti. Ieri, a complicare il quadro del processo, la visione del video registrato in quelle circostanze, prova del reato di violazione della privacy, che in realtà, a detta dell’avvocato Mezzogori, «dimostra la loro buona fede nel segnalare una situazione non chiara». Peccato però che le due operatrici, pur con questo materiale a disposizione, non lo abbiano mai depositato ai carabinieri, con una formale denuncia.
Il video in aula
Tanto che ieri, in aula, anche la riproduzione stessa del video è stata difficoltosa: sia nel reperirlo che nel visionarlo. Il legale di parte civile (avvocato Bellotti per il marito-titolare e i familiari stretti) sottolinea, in attesa di poterlo fare al processo, che le affermazioni fatte dalle Oss sono frutto di una interpretazione su una amicizia di vecchia data, tra famiglie, dell’uomo e della cuoca.
E ricorda in modo netto che le contestazioni odierne sono state mosse dalla procura dopo una intensa indagine. —
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