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Brucia vivaio di fiori Macchinari in fumo

Marcello Pulidori
Brucia vivaio di fiori Macchinari in fumo

Rogo in un’azienda di via Piganta, danni per 200mila euro Alcuni locali scaldati con pannelli solari e noccioli di pesca

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Alcuni locali di un magazzino di ricovero di attrezzi agricoli utilizzati in un vivaio di piante e fiori, locali riscaldati attraverso la combustione di noccioli di pesca, sono andati completamente distrutti a causa di un rogo che si è sviluppato ieri attorno alle 11 al civico 13 di via Piganta, a Gaibanella, frazione di Ferrara a pochi chilometri dal capoluogo.

Per cause ancora in corso di accertamento, le fiamme si sono sprigionate e hanno interamente distrutto un magazzino all’interno del quale erano ricoverati attrezzi e motori per il lavoro nelle serre. È una delle ipotesi, al momento forse la più curiosa, al vaglio delle forze dell’ordine che stanno indagando sul rogo devastante, probabilmente di natura accidentale, che ha distrutto parte del vivaio di proprietà dell’imprenditore agricolo Egidio Bonora.

L’allevamento di piante e fiori che si trova a Gaibanella è stato danneggiato molto seriamente tanto da far ipotizzare perdite economiche per almeno duecentomila euro.

una stima provvisoria

La stima potrebbe addirittura essere provvisoria ed attualmente al ribasso, in quanto nel magazzino devastato dalle fiamme, ed andato completamente distrutto, si trovavano macchine agricole e motori il cui costo, per ognuno, potrebbe aggirarsi anche sui 90/100mila euro. Saranno gli stessi proprietari assieme ai carabinieri ed ai vigili del fuoco del comando provinciale di Ferrara, accertare innanzitutto le reali cause dello spaventoso rogo, che per fortuna non ha provocato danni a persone, e stabilire anche eventuali responsabilità.

Dolo, s’indaga

Carabinieri e pompieri, tuttavia, tendono ad escludere, almeno in queste ore, l’evento doloso; più verosimile un incendio accidentale che potrebbe essere stato provocato o dal cattivo funzionamento dell’impianto di riscaldamento che utilizza come combustibile i noccioli della pesca, oppure (altra ipotesi presa in considerazione) da un corto circuito su uno (o più) dei pannelli solari utilizzati sul tetto del magazzino dal titolare.

si valuta ogni pista

Tuttavia nessuna ipotesi viene scartata dalle forze dell’ordine, anche se pare che l’imprenditore non avesse avuto problemi di rapporti difficili negli ultimi tempi. Sul posto sono arrivati, come ricordato, sia i pompieri di Ferrara che i carabinieri, ai quali sarà affidato anche l’inventario di ciò che è andato distrutto.

fino a tarda serata

Va anche ricordato che gli stessi vigili del fuoco ieri, in tarda serata, si trovavano ancora sul luogo dell’incendio, in quanto proprio i noccioli di pesca hanno rallentati notevolmente le operazioni di spegnimento prima e messa in sicurezza poi, a causa delle braci che venivano continuamente ravvivate dal vento e che rischiavano di dare nuova “linfa” alle fiamme, con le conseguenze facilmente immaginabili. Le indagini sul rogo di Gaibanella sono affidate ai carabinieri. –





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