Fuggì a maggio in bici «Non dico chi mi aiutò»
Come scappò Igor dalle valli tra Campotto e Argenta? Lui dice di esser andato via attorno al 25 maggio (coincide con i riscontri degli inquirenti), di aver raggiunto il confine in bicicletta e poco prima di essersi fermato ad Alessandria, «da un amico per un computer». Poi sempre bici e mezzi (non spiega quali né chi lo ha aiutato) con cui ha raggiunto la Francia (la zona di Nizza) e poi la Spagna: «Qui ho anche lavorato in campagna». I complici della latitanza? Nessun cenno, nessun nome: «Ho un codice, non tradirò mai gli amici anche se sono in cella». E dove è stato, come ha fatto a nascondersi tutto questo tempo, sfuggendo alla caccia all’uomo? «La natura è casa mia» la spiegazione del suo essere randagio e selvaggio. –
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