«La fabbrica nell'ex Cercom non si farà»
A dare l'annuncio il sindaco Marco Fabbri: l'azienda s'insedierà altrove, ha rinunciato per le lungaggini e la ridda di polemiche. Durissimo attacco alle forze politiche contrarie
COMACCHIO. «L’Azienda ha deciso di non proseguire l’estenuante trattativa per la creazione del sito produttivo, abbandonando ogni proposito di investimento nel territorio comunale. L’impianto probabilmente si farà, ma altrove. A dare l’annuncio oggi la stessa proprietà estenuata dalle lungaggini burocratiche e, anche, dalla ridda di polemiche pseudo-ambientaliste sollevate all’ipotesi di realizzazione del nuovo sito produttivo».
A dare l'annuncio, con un posto sul proprio profilo Facebook, è il sindaco Marco Fabbri: l'insediamento all'ex Cercom, dunque, non si farà.
[[atex:gelocal:la-nuova-ferrara:ferrara:cronaca:1.30019949:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.lanuovaferrara.it/image/contentid/policy:1.30019949:1650641233/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
«Il rammarico più grande - prosegue Fabbri - è che non c’è stata una valutazione di merito, gli Enti non si sono espressi con un sì o con un no e non sapremo mai se quell’impianto avrebbe avuto o meno ricadute sulla salute e sull’ambiente. Di certo - attacca pesantemente il sindaco - non ci riconosciamo nelle urla e negli atteggiamenti antidemocratici e intimidatori di questi mesi. Di certo ci si continuerà a lamentare della carenza di lavoro e del lavoro stagionale poco retribuito e occasionale.Di certo non si potrà continuare a pensare di far crescere l’economia della città se, pregiudizialmente e senza conoscere il merito, sbattiamo le porte in faccia a quelli che vogliono investire su questo territorio, sia esso un nuovo sito produttivo, dei nuovi campeggi, delle nuove aree sosta camper o un concerto di un artista di fama internazionale; tutti casi concreti di questi anni, che trasmettono un'immagine di territorio che rifiuta chi investe in crescita e lavoro. Fenomeni incomprensibili e in controtendenza con le dinamiche nazionali di delocalizzazione anche all'estero di siti produttivi. Evidentemente la memoria è corta, in breve tempo ci si è scordati della chiusura di fabbriche come la servizi ospedalieri, con le polemiche generate sull'assenza di attività che potessero dare sbocchi occupazionali certi e non stagionali».
[[atex:gelocal:la-nuova-ferrara:ferrara:cronaca:1.30019948:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.lanuovaferrara.it/image/contentid/policy:1.30019948:1650641233/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
Il primo cittadino comacchiese conclude con una sorta di appello ironico: «Sarebbe bello che gli esponenti politici del nostro territorio compreso il nostro Onorevole Tomasi destinassero per quello stabilimento risorse per la demolizione e la rinaturalizzazione.Torniamo però alla realtà perché questo auspicio verrà sopraffatto dal disinteresse. In tutto questo il vero mostro e scempio ambientale rimarrà lì, non potendone ordinare la demolizione, così come è stato dimenticato per decenni da ambientalisti e politici locali».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
