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Last Minute Market compie vent’anni Ferrara pioniera contro gli sprechi

Alessandra Mura
Last Minute Market compie vent’anni Ferrara pioniera contro gli sprechi

Il fondatore Segré: in un ipermercato vidi buttare cibo buono Partì tutto da lì. Il ruolo del Comune estense e di Viale K

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È un’idea semplice, ma nessuno ci aveva pensato prima. C’è chi ha troppo e butta via, e chi ha troppo poco e ha bisogno di tutto.

Nasce dall’osservazione di uno squilibrio il Last Minute Market, lo spin off universitario che ha cambiato il modo di guardare allo spreco del cibo, trasformando lo scarto in risorsa e contribuendo al circuito virtuoso dell’economia circolare. Il Last Minute Market oggi consente, grazie a una rete di 350 punti vendita e 400 enti al servizio del settore, di recuperare 55mila pasti all’anno e prodotti alimentari per un valore di 5, 5 milioni, e farmaci per un milione di euro. Nella sola Emilia Romagna dal 2007 al 2016 ha recuperato prodotti per 22 milioni di euro. Ieri a Bologna è stato ricordato l’importante traguardo dei 20 anni di Last Minute Market, spin off dell’Università di Bologna ideato nel 1999 dall’allora docente di Economia Agraria Andrea Segrè e nel quale Ferrara ha avuto poi un ruolo di primo piano.

nasce l’idea

«Nel dicembre del 1998 - racconta Segrè - andai in un ipermercato per una ricerca sulla Grande Distribuzione Organizzata. Volevo capire il perché di certe scelte, perché certi prodotti erano sistemati in scaffali più difficili da raggiungere e altri invece erano a portata di mano, o perché la frutta si trovasse sempre all’inizio. Mi accompagnava un mio studente, che lavorava nella Gdo, e mi portò “dietro le quinte” dell’ipermercato, dove mi trovai di fronte a una vera e propria montagna di prodotti ancora consumabili ma scartati, o perché la confezione era rovinata, o perché erano vicini alla scadenza. Da lì a pensare al Last Minute Market in passaggio è stato breve». Ne scaturì anche una prima tesi di laurea, scritta da Luca Falasconi, e da allora sul tema ne sono state scritte un centinaio.

Ferrara è stata pioniera assoluta di questa esperienza, e Segré lo riconosce senza esitare.

ferrara c’è

«La prima a presentarsi da me in Facoltà a Bologna è stata l’assessore Alessandra Chiappini - ricorda il professore - che dopo aver letto un articolo di stampa sul LMM venne a dirmi: “Ferrara c’è”. E poi Paolo Orsatti, che è stato anche presidente di LMM, e che ha messo a disposizione i negozi del Gruppo Orsatti del fratello. Naturalmente Don Domenico Bedin di Viale K, che ci ha consentito di sperimentare la fase di recupero dei prodotti e di farci da tramite con i bisognosi. E poi Filippo Bocchi, dirigente di Agea, ora diventata Hera, che introdusse una sperimentazione successivamente diventata legge, ovvero lo sconto sulla tassa dei rifiuti a favore delle aziende che recuperavano prodotti alimentari».

evoluzione

Essendo nato all’Università, il Last Minute Market aveva nel dna l’innovazione. «Da associazione è diventata una cooperativa, poi una srl ovvero uno spin off universitario e ora è un’impresa sociale di cui sono presidente e che conta cinque soci e tre dipendenti a tempo indeterminato - conclude Segrè - Con il tempo sono state ampliate anche le tipologie dei prodotti raccolti, includendo oltre al cibo anche farmaci (nel 2004 è stato sperimentato a Ferrara il recupero dei medicinali invenduti dalle farmacie comunali), libri, prodotti non alimentari e anche beni ingombranti». Un inno alla lotta allo spreco e nello sviluppo dell’economia circolare. –

Alessandra Mura

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