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Piccoli malati oncologici Maxi-donazione per l’Ail

Piccoli malati oncologici Maxi-donazione per l’Ail

Da Eurovo 100mila euro in favore dei progetti di oncoematologia pediatrica Due studi su pazienti con linfoma di Hodgkin e un programma di art-therapy

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Servirà a sostenere due importanti progetti di ricerca sul linfoma di Hodgkin la donazione che il Gruppo Eurovo ha deciso di compiere a favore della sezione ferrarese di Ail, l’associazione italiana per le leucemie che da 15 anni aiuta il reparto di ematologia e oncoematologia pediatrica dell’ospedale Sant’Anna di Cona.

La donazione

A disposizione di Ail Ferrara il Gruppo Eurovo ha messo a disposizione 100mila euro, come illustrato ieri a Imola alla presentazione del primo progetto per la valorizzazione scientifica promosso dall’azienda “Abbiamo la ricerca nel Dna”, che prevede un finanziamento complessivo di 300 mila euro includendo l’Istituto Oncologico Romagnolo di Forlì e l’Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna.

«Ail Ferrara - spiega il presidente Gian Marco Duo - aiuta e sostiene da 15 anni il reparto di ematologia e onco ematologia pediatrica di Cona attraverso finanziamenti alla ricerca, assistenza domiciliare, trasporti, aiuto psicologico ed economico ai pazienti. Grazie all’aiuto di Eurovo continueremo a favorire la ricerca sullo studio sul Linfoma di Hodgkin in età pediatrica e riusciamo a garantire un anno in più del progetto di art therapy dedicato ai pazienti oncologici».

Due, in particolare, i progetti che saranno sostenuti dal Gruppo Eurovo: uno studio osservazionale retrospettivo e prospettico sul Linfoma di Hodgkin in età pediatrica a prevalenza linfocitaria nodulare. Si tratta di una varietà istologica poco frequente, circa il 9-10% di tutti i casi, con una buona prognosi di sopravvivenza ma che può presentare diverse ricadute e soprattutto trasformarsi in una patologia più aggressiva come il linfoma non Hodgkin.

I progetti

È una neoplasia che si tende a trattare con una terapia meno aggressiva, ma per cui non è stato identificato uno schema terapeutico ottimale. Nell’ottobre scorso si è chiuso il protocollo europeo per il trattamento di questi pazienti. Scopo del progetto è proseguire e ampliare quello studio, registrando i pazienti in un programma multicentrico osservazionale retrospettivo e prospettico per valutarne la prognosi a medio e lungo termine.

La parte prospettica prevede un reclutamento dei pazienti nei prossimi cinque anni, quella retrospettiva è rivolta ai pazienti con diagnosi dal 2011 in poi che per estensione di malattia o altra ragione non erano stati inclusi nello studio europeo. Questo studio prevede la collaborazione degli oltre 40 centri Aieop ed è coordinatpo dal centro di oncoematologia pediatrica di Ferrara di cui è responsabile la dottoressa Roberta Burnelli.

Il secondo progetto di ricerca è uno studio anatomo-patologico di revisione dei casi di Linfoma di Hodgkin a prevalenza linfocitaria registrati nel periodo 2004-2016 nel protocollo italiao dell’epoca, allo scopo di valutare se esiste una correlazione tra varietà dei quadri istologici presenti all’esordio e prognosi del paziente. Lo studio sarà condotto dalla dototressa Elena Sabattini dell’ospedale Sant’Orsola-Malpighi di Bologna.

A questi si affiancherà un programma di arte-terapia, una forma di psicoterapia che utilizza un canale non verbale per aiutare i pazienti a esprimere la loro sofferenza e migliorare la qualità della vita. Responsabile del progetto e la dottoressa Valentina Lazzari. —

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