Tutta la sua gente per l'addio a Cavallari
Al funerale il mondo del Palio, ma anche della boxe e la città
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FERRARA. «Il dolore per la morte di un nostro caro, com'è per molti di voi qui presenti che avete perso il nostro fratello Giorgio, dev'essere sostenuto dalla speranza che ci sia un’altra vita , perché lo ha detto Gesù: sono venuto perché niente e nessuno vada perduto». Don Mauro Ansaloni, parroco della Sacra Famiglia, ha aperto la sua omelia invitando a credere che la morte non significa la fine di tutto e di trovare in questo sollievo per la perdita di una persona cara, ricordando soprattutto quello che di buono ha fatto nella sua esistenza, perché con questo si è avvicinato a Dio.
Giorgio Cavallari ha speso la propria vita adoperandosi per gli altri, con passione ed entusiasmo, e lo ha fatto in diversi settori: nel pugilato – come ha ricordato l'ex campione del mondo Alessandro Duran – è stato Commissario di riunione per la Federazione pugilistica dove lo chiamavamo affettuosamente "Giorgino"; nel mondo del Palio, rappresentato dal presidente Stefano Di Brindisi e dall’assessore Aldo Modonesi, ha ricoperto diversi incarichi prestigiosi fino a diventare presidente dell'ente, e i tanti contradaioli di Santo Spirito, San Paolo, San Giorgio e della Corte Ducale, con i loro gonfaloni in chiesa hanno testimoniato la loro riconoscenza ,come lo stesso sindaco Tiziano Tagliani e tanti amici e parenti. —
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