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I documenti delle parrocchie riuniti nell’archivio diocesano

I documenti delle parrocchie riuniti nell’archivio diocesano

La creazione di un super fondo per favorire il patrimonio e la ricerca storica Il materiale da ospitare in Curia occuperà uno spazio di circa 600 metri lineari

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L’arcidiocesi di Ferrara-Comacchio ha deciso di incamerare presso l’archivio storico diocesano di Ferrara gli archivi delle parrocchie, creando ex novo un cosiddetto “super-fondo” composto da tanti fondi archivistici quante sono le parrocchie.

Il fine è quello ditutelare degnamente lo stato dei documenti;stimolare la giusta valorizzazione storico-culturale del patrimonio archivistico parrocchiale; favorire la ricerca genealogica e storica; sollevare parroci e amministratori parrocchiali dalla gravosa responsabilità di essere soggetti conservatori di fronte allo Stato italiano, oltre che al diritto ecclesiastico.

Il piano esecutivo

Per poter attuare un accorpamento corretto secondo un unico e ragionato criterio archivistico, verranno trasferiti in una prima fase tutti gli archivi presenti nelle canoniche non abitate e gli archivi di evidente valore storico-culturale a rischio di vario genere, in una seconda anche gli archivi in buono stato conservativo custoditi in parrocchie abitate e quelli di scarso interesse storico-culturale.

Attualmente nella nostra Arcidiocesi esistono situazioni buone di conservazione dei documenti, accanto purtroppo a condizioni di degrado, difficile accessibilità o scarsa tutela. Soprattutto a seguito del sisma che ha colpito il nostro territorio nel 2012, molti archivi parrocchiali sono rimasti depositati in luoghi non più idonei alla loro conservazione e sicurezza.

Lo sviluppo

Riccardo Piffanelli, collega di Giovanni Lamborghini, entrambi addetti all'Archivio diocesano, spiega cosa combia in concreto.

La domanda è quanti sono numericamente gli archivi parrocchiali che confluiranno in quello diocesano? «Al momento non possiamo dare un numero preciso, questo dipenderà dalle valutazioni che saranno fatte al termine dei sopralluoghi che presto programmeremo e che effettueremo in ogni singola parrocchia. In generale possiamo dire che gli archivi saranno molti».

E quanto sono le unità archivistiche complessive da aggiungere alle circa settemila attuali del diocesano?

«In merito a questo possiamo già dire che complessivamente il materiale archivistico che ospiteremo in Curia occuperà uno spazio di circa 600 metri lineari, questo è un dato molto importante, in quanto ci consente di progettare lo spazio in maniera corretta ed efficiente, dove conservare i documenti degli archivi parrocchiali. Il numero esatto delle unità archivistiche, che andranno ad arricchire il nostro patrimonio, emergerà in fase di riordino, una volta che i documenti saranno spostati presso i locali messi a disposizione a tale scopo».

«Tutte le attività dell’archivio storico diocesano - concludere Piffanelli nel presentare la mole di lavoro - si svolgono sotto la sorveglianza e supervisione del Vicario Generale Mons. Massimo Manservigi, attualmente la direzione è affidata a don Josè Santolaria, inoltre ci si avvale della preziosa consulenza di don Enrico Peverada e di don Lorenzo Paliotto per le loro ampie conoscenze storiche; del presente lavoro, il Vicario generale ha incaricato me e il mio collega Giovanni Lamborghini e di concerto porteremo ad una razionalizzazione e normalizzazione del materiale archivistico delle nostre parrocchie che rappresenta un’importante fonte per lo studio della storia locale». —

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