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Le lingue straniere in classe si imparano anche con il basket

Giuliano Barbieri
Le lingue straniere in classe si imparano anche con il basket

Alle elementari di Vigarano incontro con le ragazze della Nova  Gli alunni preparano domande in inglese per un’atleta slovacca 

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la storia

L’inglese a scuola si impara con le campionesse del basket. È l’esperienza che hanno vissuto gli alunni della 5ª A della primaria di Vigarano Mainarda, che hanno avuto l’opportunità di incontrare in classe alcune delle giocatrici della Meccanica Nova, il team vigaranese che milita nella massima serie nazionale del basket femminile.

Un incontro che ha permesso agli alunni di familiarizzare anche con la lingua inglese, visto che si sono dovuti confrontare con una delle ragazze straniere che giocano nella squadra. E lo hanno fatto, parlando inglese.

L’emozione

È stato davvero simpatico ed emozionante l’incontro degli alunni con coach Luca Andreoli e con le giocatrici Sara Bocchetti, Michaela Rakova e Maria Miccoli. La classe li ha accolti con un grande applauso, con i ragazzini che hanno anche sottolineato la loro sorpresa nel notare l’altezza delle giocatrici.

Sapendo della presenza di Rakiva, che è slovacca e parla l’inglese, con l’assistenza delle insegnanti Antonella Fantini, Cristiana Ciccarelli e Cristina Ricci, gli alunni avevano preparato anche domande in inglese dando un tono “internazionale” all’incontro.

Domande e autografi

Cosa si prova a giocare nella A1 di basket, che emoziona si prova a indossare la maglia della nazionale, come si concilia lo sport con lo studio. Sono state le prime domande degli alunni alle ragazze della Meccanica Nova. «Indossare la maglia azzurra – ha detto capitan Sara Bocchetti – è un’emozione unica: si può praticare sport ad alto livello senza trascurare lo studio. Io per esempio sono laureata in scienze motorie».

Il dialogo è poi proseguito chiedendo, a giocatrici e coach, le sensazioni che provano prima, durante e dopo la partite e quali sono stati i fattori che li hanno avvicinati allo sport della pallacanestro. Un dialogo sereno e tranquillo che si è poi concluso con giocatrici e coach che di buon grado hanno soddisfatto le richieste, di autografi e dediche, a ricordo di questo incontro. —

Giuliano Barbieri

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